1. Ai fini del P.R.G., il territorio urbano rappresenta la parte del territorio comunale interessata o interessabile da principali agglomerati insediativi a funzione residenziale, produttiva o di servizio, ed è suddiviso in:Art. 4.1.1 - Zone urbane esistenti e zone urbane di nuovo impianto
1) Zone urbane esistenti;2. Le zone urbane esistenti comprendono aree già interessate da usi urbani, sostanzialmente confermate nell'assetto esistente, o da ristrutturare e rifunzionalizzare con interventi diffusi, o anche con interventi di completo reimpianto urbanistico ed edilizio, nonchè piccole aree di completamento del tessuto urbano, o anche di maggiore entità, ma strettamente integrate ad aree edificate.2) Zone urbane di nuovo impianto.
3. Le zone urbane di nuovo impianto comprendono le aree di maggiore entità da urbanizzare o in corso di urbanizzazione.
4. In relazione alle caratteristiche specifiche e alle opzioni progettuali del P.R.G., le zone urbane esistenti sono suddivise in:
1) Zone urbane esistenti di interesse culturale ambientale (zona omogenea A l.r. 47/78 e D.M. 1444/68): comprende i centri e nuclei storici di Misano Monte, Ca' Rastelli e Ca' Bastelli, quali parti del territorio interessata da agglomerati urbanistico-edilizi che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale;5. In relazione alle caratteristiche specifiche e alle opzioni progettuali del P.R.G., le zone urbane di nuovo impianto sono suddivise in:2) Zone urbane esistenti prevalentemente residenziali (zona omogenea B l.r. 47/78 e D.M. 1444/68): comprendono le parti di territorio totalmente o parzialmente edificate a prevalente destinazione residenziale, non ricomprese nelle zone urbane esistenti di interesse culturale ambientale;
3) Zone urbane esistenti produttive prevalentemente turistiche e ricettive (zona omogenea D l.r. 47/78- zona omogenea B D.M. 1444/68): comprendono le parti di territorio totalmente o parzialmente edificate a prevalente destinazione turistica e ricettiva.
4) Zone urbane esistenti prevalentemente produttive (zona omogenea D l.r. 47/78- zona omogenea B D.M. 1444/68): comprendono le parti di territorio totalmente o parzialmente edificate a prevalente destinazione produttiva artigianale, industriale, commerciale, direzionale, non ricomprese nelle zone urbane esistenti di interesse culturale ambientale;
5) Zone urbane esistenti per attrezzature e servizi pubblici di interesse generale (zona omogenea F l.r. 47/78 e D.M. 1444/68): comprendono le parti di territorio totalmente o parzialmente interessate da servizi e attrezzature pubbliche di interesse comunale e sovracomunale, non ricomprese nelle zone di interesse culturale ambientale;
6) Zone urbane esistenti per servizi pubblici e sociali di base (zone omogenea G l.r. 47/78 - zona omogenea B D.M. 1444/68): comprendono le parti di territorio totalmente o parzialmente interessate da servizi pubblici e sociali di base diffusi a livello di settore urbano, non ricomprese nelle zone di interesse culturale ambientale.
1) Zone urbane di nuovo impianto prevalentemente residenziali (zona omogenea C l.r. 47/78 e D.M. 1444/68): comprendono le parti di territorio per nuovi insediamenti prevalentemente residenziali o per usi integrati;1. Nelle zone urbane di nuovo impianto di tipo C2, T3, T4, T5, D5, D7, di cui ai successivi Capi del presente Titolo, escluse quelle già interessate da strumenti urbanistici attuativi alla data di adozione delle presenti Norme, la potenzialità edificatoria prevista è riservata ad interventi privati nella misura seguente, indipendentemente da maggiori valori di UT eventualmente fissati dalle schede di comparto come soglia della potenzialità edificatoria complessiva, salvo diverse disposizioni del Piano per l'Edilizia Economica e Popolare o di altri provvedimenti a questo equiparabili, e ferme restando eventuali ulteriori limitazioni di potenzialità edificatoria prescritte dalle medesime schede di comparto:2) Zone urbane di nuovo impianto prevalentemente produttive (zona omogenea D l.r. 47/78 e D.M. 1444/68): comprendono le parti di territorio per nuovi insediamenti a prevalente destinazione produttiva non agricola;
3) Zone urbane di nuovo impianto per servizi e attrezzature pubbliche di interesse generale (zona omogenea F l.r. 47/78 e D.M. 1444/68): comprendono le parti di territorio per nuovi servizi e attrezzature pubbliche di interesse comunale e sovraccomunale;
4) Zone urbane di nuovo impianto per servizi pubblici e sociali di base (zona omogenea G l.r. 47/78 - zone omogenee C o D D.M. 1444/68): comprendono le parti di territorio per nuovi servizi pubblici e sociali di base diffusi a livello di settore urbano.
Art. 4.1.2 - Regime di edificabilità nelle zone urbane di nuovo impianto
a) UT = 0,22 mq/mq. nei settori del territorio comunale a mare della ferrovia interni al perimetro del Territorio Urbanizzato;2. Qualora le schede di comparto, di cui ai seguenti Capi, prevedano una potenzialità edificatoria complessiva superiore a quella determinata ai sensi del precedente comma, la differenza di potenzialità edificatoria rispetto a quella così determinata è realizzabile solo per finalità di pubblica utilità, di cui al seguente comma 5.b) UT = 0,15 mq/mq. nei settori esterni al perimetro del Territorio Urbanizzato, sia a mare che a monte della ferrovia, e non interessati, ai sensi delle disposizioni di cui alle planimetrie "Tutele e rispetti/Territorio urbanizzato" e delle presenti Norme, dai seguenti vincoli:
ambito di riqualificazione della costa e dell'arenile;c) UT = 0,07 mq/mq. nei settori esterni al perimetro del Territorio Urbanizzato e interessati dai vincoli di cui alla precedente lettera b), ubicati a mare della ferrovia;ambito di tutela dei caratteri ambientali di laghi, bacini e corsi d'acqua;
ambito di particolare interesse paesaggistico-ambientale;
antica falesia;
aree instabili diffusamente interessate da processi morfodinamici attivi;
aree esondabili e aree interessate da erosione fluviotorrentizia o erosione marina;
aree boschive;
fasce di rispetto ferroviario;
fasce di rispetto stradale;
fasce di rispetto cimiteriale;
fasce di rispetto degli elettrodotti;
d) UT = 0,05 mq/mq. nei settori esterni al perimetro del Territorio Urbanizzato e interessati dai vincoli di cui alla precedente lettera b), ubicati a monte della ferrovia.
3. Alla potenzialità edificatoria riservata agli interventi privati va associata una specifica SF, da localizzarsi all'interno delle aree di concentrazione dell'edificazione (ACE) individuate nelle planimetrie di P.R.G..
4. Tale SF va quantificata in ragione dei rapporti di conversione SC/SF fissati dagli articoli relativi alle singole zone; in assenza di indicazioni da parte di tali schede, la SF di pertinenza degli interventi privati corrisponde all'area individuata nelle planimetrie di P.R.G. come area di concentrazione dell'edificazione, detratti gli spazi pubblici per la viabilità o altre opere di urbanizzazione o standard urbanistici da ricavarsi all'interno delle medesime aree di concentrazione dell'edificazione.
5. La superficie del comparto non impegnata dalla SF di pertinenza degli interventiprivati deve essere ceduta gratuitamente all'Amministrazione Comunale in aggiunta alla quota dovuta in quanto standard urbanistico, e sarà utilizzabile per la realizzazione di servizi o insediamenti di pubblica utilità, ivi compresa l'edilizia economica e popolare, nel rispetto della potenzialità edificatoria complessivamente definita per ciascun comparto.
6. Qualora una parte del comparto venga acquisita dall'Amministrazione Comunale mediante esproprio, la potenzialità edificatoria per interventi privati va calcolata sulla parte non espropriata.
7. Nell'ambito delle aree da cedersi all'Amministrazione Comunale, lo strumento attuativo individuerà la quota parte da riservarsi e sistemarsi a cura e spese della proprietà per opere di urbanizzazione primaria, nonché per i servizi pubblici e sociali rappresentati da verde pubblico e verde pubblico attrezzato, attrezzature prescolastiche e scolastiche dell'obbligo, attrezzature d'interesse comune di tipo civile e religioso, parcheggi pubblici.
8. La quota parte corrispondente a tali servizi pubblici e sociali da sistemarsi a cura e spese della proprietà non potrà essere in ogni caso inferiore:
a 30 mq. ogni 40 mq. di SCmax prevista per usi a1, a2, di cui il 10% per parcheggi pubblici;9. Salvo diverse disposizioni degli articoli relativi alle singole zone o comparti, le aree di concentrazione dell'edificazione (ACE) individuate nelle planimetrie di P.R.G. possono subire contenute variazioni di conformazione planimetrica da parte dello strumento attuativo, senza incremento della relativa superficie complessiva salvo che per adeguarsi alla soglia prevista in base ai rapporti fissati dalle schede di comparto, di cui alle seguenti norme.al 100% della SCmax prevista per usi b1, b2.1, b2.2, b2.3, b2.4, b2.7, b3, b4.1, b4.2, b4.3, b4.4, b4.5, e1, e2, e3, di cui il 60% a verde pubblico attrezzato e il 40% a parcheggi pubblici;
al 200% della SCmax prevista per l'uso b4.3 corrispondente ai teatri,alle sale da ballo e ai parchi giochi, di cui il 60% a verde pubblico attrezzato e il 40% a parcheggi pubblici, salvo diversa ripartizione definita per zone specifiche dai seguenti articoli;
al 15% della ST per usi b2.5, c1, c3, c3, di cui due terzi a verde pubblico e un terzo a parcheggi pubblici.
1. Categorie di tutela e tipi d'intervento ammessi. La disciplina d'intervento edilizio è definita in rapporto alla classificazione in categorie e sottocategorie di tutela delle varie unità edilizie ed è specificamente indicata nelle planimetrie di P.R.G. per ciascuna di tali unità edilizie.Art. 4.2.1 - Centri e nuclei storici
2. Il perimetro dell'unità edilizia e, conseguentemente, il perimetro dell'unità minima d'intervento indicati nelle planimetrie di P.R.G., possono essere in piccola parte rettificati, senza che ciò costituisca Variante al P.R.G., per portarli a coincidere con l'effettivo stato di fatto di tali unità. Tali modifiche non sono ammesse quando riguardino spazi a uso o destinazione pubblica.
3. Categoria A1: comprende le unità edilizie che hanno assunto rilevante importanza nel contesto urbano territoriale per specifici pregi o caratteri architettonici o artistici.
4. Gli interventi su tali unità edilizie sono da qualificarsi come operazioni storico-critiche, condotte con metodo scientifico, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali, e sono dirette alla conservazione e alla valorizzazione dell'unità edilizia, rendendone possibile un uso adeguato alle intrinseche caratteristiche. Per tutti gli interventi, il rilievo ed il progetto devono essere estesi all'intera unità edilizia, riconosciuta come documento testimoniale del suo stato originario e delle successive fasi di stratificazione e modificazione.
5. I tipi di intervento effettuabili sono:
- MO;6.Categoria A2: comprende le unità edilizie che, pur non presentando particolari pregi architettonici ed artistici, costituiscono parte integrante del patrimonio edilizio dell'insediamento storico, sia in quanto elementi partecipanti alla formazione dell'ambiente storico antico, sia perché significativi dal punto di vista tipologico per la distribuzione interna degli ambienti, la disposizione degli elementi di collegamento verticale o per altre caratteristiche morfologiche.- RS;
- D, limitatamente alle superfetazioni e alle costruzioni accessorie incongrue.
7. In relazione alle caratteristiche costitutive delle unità edilizie e al loro diverso stato di conservazione la categoria di tutela è articolata nelle seguenti sottocategorie.
8. Sottocategoria A2.1: comprende le unità edilizie il cui stato di conservazione consente di riconoscere la rilevanza tipologica, strutturale e morfologica dell'edificio e permette il suo completo recupero.
9. I tipi di intervento effettuabili sono:
- MO;10. Sottocategoria A2.2: comprende le unità edilizie in mediocre stato di conservazione ed in carenza di elementi architettonici ed artistici di pregio, che fanno tuttavia parte integrante del patrimonio edilizio storico.- MS;
- RCA;
- D, limitatamente alle superfetazioni e alle costruzioni accessorie incongrue.
11. I tipi di intervento effettuabili sono:
- MO;12. Sottocategoria A2.3: comprende le unità fatiscenti o parzialmente demolite che non rientrano nella categoria A1 e di cui è possibile reperire adeguata documentazione della loro organizzazione tipologica originaria individuabile anche in altre unità edilizie dello stesso periodo storico e della stessa area culturale.- MS;
- RCB;
- D, limitatamente alle superfetazioni e alle costruzioni accessorie incongrue.
13. I tipi di intervento effettuabili sono:
- MO;14. Sottocategoria A2.4: comprende le unità edilizie o porzioni di unità edilizie interessate da costruzioni o porzioni di costruzioni incongrue con la struttura dell'insediamento storico e la cui permanenza è considerata incompatibile con la riqualificazione formale e funzionale dell'ambiente circostante.- MS;
- RT.
15. L'intervento di demolizione ha la finalità di ripristinare aree libere, destinabili a verde pubblico, a verde privato, a spazi di uso comune o collettivo.
16. I tipi di intervento effettuabili sono:
- MO;17. Sottocategoria A2.5: comprende le unità fondiarie storicamente non edificate, che testimoniano dell'assetto storico dell'insediamento e della sua evoluzione.- D.
18. I tipi di intervento effettuabili sono:
- MO;19. Categoria A3:comprende le unità edilizie che non presentano alcuna caratteristica storico-ambientale ma sono tuttavia compatibili con l'organizzazione morfologica del tessuto urbanistico.- MS;
- D;
- Eventuali autorimesse esistenti possono essere assoggettate anche a interventi RE e RI, volti ad adeguarne i caratteri morfologici e tipologici a quelli propri del contesto storico.
20. In relazione alle caratteristiche costitutive degli immobili e al loro stato di conservazione la categoria di tutela è articolata nelle seguenti sottocategorie.
21. Sottocategoria A3.1: comprende le unità edilizie con elementi o parti di essi, esterne od interne, ancora conservate nel loro assetto e nella loro configurazione originaria.
22. I tipi di intervento effettuabili sono:
- MO;23. Sottocategoria A3.2: comprende le unità edilizie che non presentano alcuna caratteristica residua di interesse storico-ambientale.- MS;
- REA.
24. I tipi di intervento effettuabili sono:
- MO;25. Categoria A4: comprende unità edilizie incongrue all'organizzazione morfologica e tipologica del tessuto urbanistico.- MS;
- REA;
- REB, nel rispetto del sedime e degli allineamenti prevalenti nell'isolato;
- D;
- RI, nel rispetto degli allineamenti prevalenti nell'isolato.
26. I tipi di intervento effettuabili sono:
- MO;27. Interventi sulle aree per la mobilità. Gli interventi sulle aree per piazze, viabilità e parcheggi dovranno tendere alla conservazione e al ripristino sia dei tracciati originari, sia del manto stradale tradizionale in ciottoli, pietra naturale o cotto, sia degli elementi complementari e di arredo, quali fittoni, tombini, soglie, lampioni.- D;
- RI;
- RU;
da effettuarsi in tutti i casi nel rispetto degli allineamenti prevalenti nell'isolato.
28. Interventi sui fabbricati accessori. I fabbricati di carattere accessorio presenti nell'unità edilizia e non identificabili, sulla base delle loro caratteristiche edilizie e di formazione storica, come superfetazioni da demolire, si intendono assoggettati alla categoria di tutela attribuita all'intera unità edilizia. Quando tale categoria sia di tipo A2, tali fabbricati si intendono assoggettabili, oltre che agli interventi previsti per tali categorie di tutela, agli interventi propri della categoria A3.1 e, in totale assenza di elementi di interesse stilistico, della categoria A3.2.
29. Relativamente ai fabbricati accessori, l'Amministrazione Comunale può altresì definire specifici piani, progetti o normative di dettaglio finalizzati alla loro conservazione mediante interventi di riordino e riqualificazione generale.
30. Usi ammessi. Con apposita simbologia nelle planimetrie di P.R.G. sono indicati i raggruppamenti di usi ammessi all'interno di ciascuna unità minima di intervento, per i quali valgono le seguenti corrispondenze, con riferimento alla casistica degli usi di cui all'Art. 1.6.1:
31. Dell'insieme degli usi dei gruppi "a" e "b" di cui all'Art. 1.6.1, in essere alla data di adozione delle presenti norme, è comunque ammesso il mantenimento, anche se non richiamati al comma precedente o presenti in modi difformi da quelli ivi indicati.- destinazione tipo U0: usi f2.2, f2.4, f1.1;- destinazione tipo U1: uso a1, a2, b4.1, d3;
- destinazione tipo U2: usi b2.1, b2.7, b3.1, b4.1, b4.2, b5.1, f5, nonché b4.3 con esclusione delle sale da ballo;
- destinazione tipo U3: l'insieme delle destinazioni di tipo U1 e U2;
- destinazione tipo U4: l'insieme delle destinazioni di tipo U1 e U2, ma limitatamente ai piani terra degli edifici per quanto riguarda quelle di tipo U2;
- destinazione tipo U5: usi b5.1, f1.1;
- destinazione tipo U6: uso b5.2, f1.1;
- destinazione tipo U7: uso b5.4, f2.2 limitatamente a piazze e spazi pedonali pubblici e di uso pubblico in genere, f8, f1.1;
- destinazione tipo U8: verde privato, consistente in sistemazioni a parco o giardino con impermeabilizzazione del suolo limitata allo stretto indispensabile per i percorsi; autorimesse, limitatamente agli spazi così utilizzati alla data di adozione delle presenti Norme.
32. Vanno conservati all'uso di autorimessa pertinenziale i locali così utilizzati alla data di adozione del P.R.G.; è ammessa una diversa utilizzazione solo per quelli che risultano in esubero rispetto alle dotazioni di parcheggi privati di cui all'Art. 3.2.3.
33. Modalità di attuazione degli interventi: strumento attuativo diretto; strumento urbanistico attuativo ove indicato nelle planimetrie di P.R.G..
34. Gli strumenti urbanistici attuativi recepiscono e specificano la disciplina particolareggiata di cui alle presenti norme.
35. Gli interventi diversi dalla manutenzione ordinaria e straordinaria devono riguardare interamente le unità minime di intervento individuate nelle planimetrie di P.R.G..
36. Gli interventi MS e MO possono riguardare intere unità edilizie, o anche singole unità immobiliari, comprensive delle relative pertinenze; negli interventi MS che comprendono anche opere esterne devono comunque essere sempre presentati elaborati di rilievo riguardanti l'intera unità minima di intervento e relative pertinenze.
37. Parcheggi privati. Negli interventi su unità edilizie comprese nelle categorie di tutela A3.2 e A4 vanno soddisfatte le dotazioni di parcheggi privati P2, nonché, nelle unità edilizie comprese nella categoria A4, di parcheggi privati P3, di cui all'Art. 3.2.3.
38.1. Gli interventi da effettuarsi entro l'unità minima d'intervento assoggettata a strumento urbanistico attuativo e compresa nell'insediamento storico di Misano Monte (Castello) dovranno svilupparsi secondo il criterio generale della ricostituzione dell'impianto edilizio e urbanistico preesistente documentato, quanto a tipologia, forma e ubicazione degli edifici e degli spazi scoperti e alle caratteristiche dei materiali e delle finiture.38.2. Nell'ambito dei nuclei storici di Ca' Rastelli e Ca' Bastella, in relazione alle unità edilizie comprese nelle categorie di tutela A2.1, A2.2 e A2.3 è altresì ammessa la costruzione di un nuovo edificio di SCmax = mq. 180 su area inedificata compresa entro il perimetro di zona B6, previa cessione gratuita dell'unità edilizia tutelata all'Amministrazione Comunale, che potrà disporne per usi pubblici o sociali, o cederla, a titolo oneroso, per adeguamenti funzionali delle unità edilizie limitrofe o per usi turistici. Il nuovo edificio non potrà superare Hmax = m. 7,0 e dovrà essere ubicato in modo da minimizare le interferenze con le visuali dell'insediamento esistente dallo spazio pubblico circostante, collocandosi entro le unità d'incremento B5 o B6 attigue.
38.3. Entro i medesimi nuclei storici di Cà Rastelli e Cà Bastella per le unità edilizie comprese in categoria A3 sono ammessi interventi AM fino al raggiungimento di una SCmax = mq 120, compresa la SC esistente, nel rispetto delle norme di distanza e di una generale coerenza morfologica rispetto all'edificio esistente.
38.4. Gli interventi su unità edilizie comprese nella categoria di tutela A3, nonché l'intervento di manutenzione straordinaria, ovunque ammesso, dovranno tendere a conferire alle unità edilizie interessate caratteri morfologici coerenti con quelli propri delle unità edilizie di impianto storico presenti nel contesto, soprattutto per quanto riguarda la partitura delle facciate, le chiusure, la tipologia strutturale e il manto della copertura e i rivestimenti in genere.
38.5. Fatta eccezione per i corpi edilizi a un solo piano fuori terra e già realizzati con copertura piana, le strutture di copertura dovranno essere del tipo a falde inclinate di pendenza non superiore al 35%; il manto di copertura dovrà essere realizzato in coppi tradizionali e comprendere coppi di recupero.
1. In base alle loro caratteristiche specifiche e alle opzioni progettuali del P.R.G., le zone urbane esistenti prevalentemente residenziali sono così suddivise:Art. 4.3.1 - Articolazione delle zone urbane esistenti prevalentemente residenziali
1) B1 - Zone urbane esistenti prevalentemente residenziali sature: comprendono aree edificate ad assetto consolidato, sia sotto il profilo morfologico e tipologico, sia in termini di carico urbanistico rispetto al sistema infrastrutturale e dei servizi;1. Usi ammessi:2) B2 - Zone urbane esistenti prevalentemente residenziali sature pianificate: comprendono aree edificate sulla base di strumenti attuativi preventivi;
3) B3 - Zone urbane esistenti prevalentemente residenziali sature di frangia: comprendono aree edificate esterne al tessuto urbano compatto, ville e corti rurali inglobate nel tessuto urbano;
4) B4 - Zone urbane esistenti prevalentemente residenziali di completamento del tessuto urbano: comprendono piccole aree inedificate intercluse nel tessuto urbano esistente o a questo adiacenti;
5) B5 - Zone urbane esistenti prevalentemente residenziali di riqualificazione: comprendono aree interne al tessuto urbano da riqualificare con interventi diffusi o di completo reimpianto.
Art. 4.3.2 - B1/Zone urbane esistenti prevalentemente residenziali sature
nella generalità delle zone B1: usi del gruppo "a" e, limitatamente ai piani terra degli edifici, usi del gruppo "b", esclusi b2.3 e b4.3;2. Indici e parametri di intervento:nelle zone B1 interessate dalla simbologia di fronte commerciale, di cui alle planimetrie di P.R.G.: usi del gruppo "b" senza limitazioni quantitative; usi del gruppo "a", ferma restando la destinazione del piano terra agli usi "b";
è comunque ammessa la conservazione dei diversi rapporti fra gli usi di cui sopra esistenti alla data di adozione delle presenti Norme.
- UF = 0,4 mq/mq max, oppure UFmax = UF esistente, purché non eccedente UF = 1,6 mq/mq in caso di RI;3. Tipi d'intervento ammessi:- è ammesso, anche in eccedenza agli indici di cui sopra, il raggiungimento di una SC di mq. 180, suddivisi in non più di due alloggi, in ciascuna unità edilizia a tipologia residenziale (con esclusione quindi di edifici di servizio, capannoni, ecc.) esistente alla data di adozione delle presenti Norme, purché non venga superato UFmax = 0,7 mq/mq.. Nel caso di unità abitative a schiera, si considera come unica unità edilizia ogni aggregazione a sè stante delle medesime unità abitative;
- nelle unità edilizie esistenti con un solo piano fuori terra (considerato in relazione al prospetto dell'edificio lungo la viabilità adiacente) ed edificate in data antecedente il primo P.R.G., è consentita la realizzazione di un piano ulteriore, anche in eccedenza all'UF di cui sopra, limitatamente alle parti esistenti propriamente adibite ad uso abitativo, escluse quindi le costruzioni accessorie, con l'osservanza, per le parti in ampliamento, delle distanze fissate dal Regolamento Edilizio;
- nelle zone B1 interessate dalla simbologia di fronte commerciale, di cui alle planimetrie di P.R.G., è altresì ammesso, in aggiunta alle quantità di cui sopra, l'incremento di SC determinato dalla realizzazione di avancorpi a un solo piano fuori terra affacciati sul fronte commerciale, a condizione che la relativa SC venga utilizzata per usi del gruppo "b" e che gli interventi siano inquadrati entro un progetto di coordinamento dei medesimi, di iniziativa pubblica o privata, relativo all'intero fronte commerciale previsto lungo la strada a cui afferisce l'intervento proposto;
- Qmax = Q esistente, oppure Qmax = 40%;
- SP = SP esistente, oppure SP maggiore del 35% di SF;
- nelle zone B1 ubicate a monte della S.S. 16:
NP max = NP esistente, oppure NP max = 2 piani;- è facoltà dell'Amministrazione Comunale, su parere della Commissione Edilizia, prescrivere l'osservanza di specifiche altezze in caso di RI o AM, per assicurare un appropriato inserimento dell'edificio ricostruito o ampliato nel contesto urbanistico e ambientale.nelle aree con pendenza del piano naturale di campagna superiore al 5%: Hmax e Hfmax del fronte a valle, misurato all'intersezione col piano naturale di campagna, non superiori ai valori esistenti, oppure a m. 7,5;
tutti, escluso RU.
4. Standard urbanistici. Gli interventi che aumentano la SC interessata da usi del gruppo "b" e il cambio d'uso (CD) verso un altro uso comportante aumento del Carico Urbanistico, di cui all'Art. 1.3.1, sono subordinati all'esistenza o al raggiungimento di una dotazione di aree, cedute nel quadro di precedenti interventi relativi alla medesima area o da cedersi gratuitamente all'Amministrazione Comunale, pari al 100% della SC interessata dagli interventi, di cui il 40% sistemato a parcheggi pubblici e il 60% a verde pubblico attrezzato e alberato. L'Amministrazione Comunale, sentita la Commissione Edilizia sugli aspetti di congruità urbanistica, potrà accettare o prescrivere la monetizzazione di tale standard, secondo i criteri fissati dalla delibera comunale relativa agli oneri di urbanizzazione, destinando le somme ricavate all'attuazione delle previsioni di P.R.G. relative al verde e ai parcheggi pubblici.
5. Prescrizioni per particolari unità edilizie:
nell'unità edilizia contrassegnata col numero 1 nelle planimetrie di P.R.G. (Misano Mare) sono ammessi tutti i tipi d'intervento, compreso RU, nel rispetto di UF max = 0,7 mq/mq e NP max = 3 piani.
6. Modalità di attuazione degli interventi:
strumento attuativo diretto o strumento urbanistico attuativo, quest'ultimo obbligatorio nei casi specificamente contemplati al precedente comma 2 e, con le finalità di cui all'Art. 1.6.1, nel caso venga insediato l'uso b4.3.
1. Usi ammessi:Art. 4.3.3 - B2/Zone urbane esistenti prevalentemente residenziali sature pianificate
come per le zone B1, fermi restando gli obblighi derivanti dalle convenzioni connesse agli strumenti attuativi preventivi, per la durata delle medesime.
2. Indici e parametri d'intervento:
- valgono tutti gli indici e i parametri di intervento, le relative modalità di calcolo e i requisiti tipologici stabiliti dagli strumenti urbanistici attuativi in base ai quali le aree sono state urbanizzate, fermi restando eventuali vincoli di inedificabilità delle originarie convenzioni di tali strumenti urbanistici attuativi;3. Tipi d'intervento ammessi:
tutti, escluso RU.
4. Standard urbanistici.
Gli interventi che aumentano la SC interessata da usi del gruppo "b" e il cambio d'uso (CD) verso un altro uso comportante aumento del Carico Urbanistico, di cui all'Art. 1.3.1, sono subordinati all'esistenza o al raggiungimento di una dotazione di aree, cedute nel quadro di precedenti interventi relativi alla medesima area o da cedersi gratuitamente all'Amministrazione Comunale, pari al 100% della SC interessata dagli interventi, di cui il 40% sistemato a parcheggi pubblici e il 60% a verde pubblico attrezzato e alberato. L'Amministrazione Comunale, sentita la Commissione Edilizia sugli aspetti di congruità urbanistica, potrà accettare o prescrivere la monetizzazione di tale standard, secondo i criteri fissati dalla delibera comunale relativa agli oneri di urbanizzazione, destinando le somme ricavate all'attuazione delle previsioni di P.R.G. relative al verde e ai parcheggi pubblici.
5. Modalità di attuazione degli interventi:
strumento attuativo diretto o strumento urbanistico attuativo, quest'ultimo obbligatorio, con le finalità di cui all'Art. 1.6.1, nel caso venga insediato l'uso b4.3.
1. Usi ammessi:
a1;2. Indici e parametri d'intervento:b4.1, purché non prevalente;
altri usi esistenti, limitatamente alla SC da essi interessati alla data di adozione delle presenti Norme.
- SCmax = SC esistente, oppure SCmax = 200 mq. per ciascuna unità edilizia a tipologia residenziale (con esclusione quindi di edifici di servizio, capannoni, ecc.) esistente alla data di adozione delle presenti norme, incrementabili della eventuale SAC necessaria al raggiungimento della dotazione di parcheggi privati P2 e P3 prescritta dalle presenti Norme. Nel caso di unità abitative a schiera, si considera come unica unità edilizia ogni aggregazione a sè stante delle medesime unità abitative;3. Tipi d'intervento ammessi:- nelle unità edilizie esistenti con un solo piano fuori terra ed edificate in data antecedente il primo P.R.G., è consentita la realizzazione di un piano ulteriore, anche in eccedenza all'UF di cui sopra, limitatamente alle parti esistenti propriamente adibite ad uso abitativo, escluse quindi le costruzioni accessorie, con l'osservanza, per le parti in ampliamento, delle distanze fissate dal Regolamento Edilizio;
- Hmax = H esistente, oppure Hmax = m. 7,5;
- SP = SP esistente, oppure SP maggiore del 35% di SF;
- Qmax = Q esistente, oppure Qmax = 40%;
- conservazione delle distanze esistenti dalle strade, quando risultino superiori a quelle prescritte dal Regolamento Edilizio.
MO, MS, RCA, RCB, RE, RI, AM, CD.4. Modalità di attuazione degli interventi:
strumento attuativo diretto o strumento urbanistico attuativo.5. Prescrizioni per particolari aree:
l'area contrassegnata col numero 1 nelle planimetrie di P.R.G. è da riservarsi al trasferimento dell'attigua unità edilizia ricompresa entro la zona di verde complementare alla viabilità;nel settore B3 contrassegnato col numero 2 nelle planimetrie di P.R.G. la soglia di SCmax di cui al precedente comma 2 è elevata a mq 350;
nel settore B3 contrassegnato col numero 3 nelle planimetrie di P.R.G. sono ammessi gli usi previsti nelle zone B1.
1. Usi ammessi.
a1;2. Indici e parametri d'intervento:b4.1, purché non prevalente.
UFmax = 0,50 mq./mq., calcolato con esclusione delle aree da cedersi per opere di urbanizzazione e altri servizi pubblici e sociali, ferme restando le disposizioni di cui al seguente comma 7;3. Tipi d'intervento ammessi:nelle zone B4 ubicate a monte della S.S. 16:
Hmax = m. 7,5;Qmax = 40%;nelle aree con pendenza del piano naturale di campagna superiore al 5%: Hmax e Hfmax del fronte a valle, misurato all'intersezione col piano naturale di campagna, non superiori a m. 7,5;
NC, D.4. Standard urbanistici. In ogni intervento di NC deve essere ceduto gratuitamente uno standard di parcheggio pubblico non inferiore a 5 mq., comprensivi di spazi manovra, ogni 30 mq. di SC, da collocarsi sul fronte strada dell'area di intervento, ovvero, previo atto unilaterale d'obbligo o convenzione, anche su altra area attigua.
5. L’Amministrazione Comunale, previo parere della Commissione Edilizia, può accettare o prescrivere la monetizzazione dello standard di cui sopra quando l’area d’intervento si trovi in un contesto non necessitante di ulteriori dotazioni di parcheggi pubblici o quando l’area non sia attigua alla viabilità pubblica. Le somme ricavate con la monetizzazione dello standard sono vincolate al loro utilizzo per l’attuazione delle previsioni di P.R.G. inerenti il sistema dei servizi pubblici e sociali di base.
6. Nelle aree B4 incluse entro il perimetro di progetto unitario, l'intervento edilizio è subordinato alla realizzazione e cessione gratuita all'Amministrazione Comunale delle aree per servizi pubblici e sociali comprese entro il medesimo perimetro di progetto unitario, da intendersi come unico perimetro anche nel caso di aree non contigue, ma contrassegnate col medesimo numero. Nelle aree B4 contrassegnate nelle planimetrie di P.R.G. col medesimo numero progressivo che contraddistingue aree per servizi pubblici e sociali e verde complementare alla viabilità, l’intervento edilizio è subordinato alla realizzazione e cessione gratuita all’Amministrazione Comunale delle medesime aree a servizi pubblici e sociali e verde complementare alla viabilità. Per tutte le aree di cui al presente comma è esclusa la possibilità di monetizzazione.
7. Prescrizioni per particolari aree:
- nelle aree contrassegnate col numero 1 nelle planimetrie di P.R.G. relative all'insediamento di Santamonica, valgono, in luogo delle disposizioni di cui ai commi precedenti, le disposizioni del piano particolareggiato in base al quale sono state edificate le aree attigue classificate B2;8. Modalità di attuazione degli interventi:- nell'area contrassegnata col numero 2 nelle planimetrie di P.R.G. (Misano Monte) la potenzialità edificatoria complessiva nell'intera zona è pari a non più di 2 unità edilizie, ciascuna di SC non superiore a mq. 400;
- nell'area B4 contrassegnata col numero 6 nelle planimetrie di P.R.G. (Misano Mare): UFmax = 0,10 mq/mq, incrementabile del 90% della quota di SC di cui è prevista la riduzione in zona T1, unità edilizia g/10;
- nell'area B4 in località Ca' Rastelli l'intervento è subordinato alla realizzazione e cessione gratuita all'Amministrazione Comunale, oltre che delle aree per parcheggi pubblici quantificate come al precedente comma 4, di aree per verde pubblico in misura tale da determinare, congiuntamente ai parcheggi pubblici, uno standard complessivo pari ad almeno il 30% della SF. Tale standard andrà localizzato, in forma accorpata, lungo il lato est dell'area.
- strumento attuativo diretto, previo progetto unitario ove indicato nelle planimetrie di P.R.G..1. La disciplina d'uso e d'intervento delle zone B5 è definita attraverso specifiche schede relative ai singoli settori a differenti condizioni di assetto e potenzialità di riqualificazione, individuati con numerazione progressiva nelle planimentrie di P.R.G.
Art. 4.3.6 - B5/Zone urbane esistenti prevalentemente residenziali di riqualificazione
2. Settore B5/1
Usi ammessi:a1, b2.1, b2.7, b3.2, b3.3, b4.1, b5, f1.1, f2.2, f2.4.Tipi d'intervento ammessi:CD, MO, MS, RCA, RCB, RT, D, RE, RI. Con l'intervento RI non potrà in ogni caso essere superato UFmax = 1,6 mq/mq;ferme restando le disposizioni di cui all'Art. 2.1.13, previo piano di recupero esteso ad almeno tre unità edilizie contigue sono ammessi interventi AM strettamente necessari ad adeguare le altezze dei locali ai minimi requisiti di abitabilità;nell'ambito dei nuclei individuati come "ghetti" nelle apposite planimetrie, per le unità edilizie non comprese nelle categorie di tutela A1 e A2.1 sono ammessi interventi di AM fino al raggiungimento di una SCmax = mq. 120, compresa la SC esistente, purché gli ampliamenti verticali rispettino la sagoma dell'edificio e le norme relative alle distanze, e quelli orizzontali, da realizzarsi in continuità con il fabbricato esistente, ne rispettino le altezza (salvo adeguamenti igienici) e la forma e pendenza dei tetti. In relazione alle unità edilizie comprese nelle categorie di tutela A1, A2.1, A2.2 e A2.3 entro i medesimi "ghetti", è altresì ammessa la costruzione di un nuovo edificio di SCmax = mq. 180 su area inedificata compresa entro il perimetro di zona B5, previa cessione gratuita dell'unità edilizia tutelata e di tutte le unità immobiliari della medesima proprietà proponente presenti nel ghetto, all'Amministrazione Comunale, che potrà disporne per usi pubblici o sociali, o cederla, a titolo oneroso, per adeguamenti funzionali delle unità edilizie limitrofe o per usi turistici. Il nuovo edificio non potrà superare Hmax = m. 7,0 e dovrà essere ubicato in modo da minimizzare le interferenze con le visuali dell'insediamento esistente dallo spazio pubblico circostante, collocandosi preferibilmente entro le unità di intervento B5 specificamente individuate nella planimetria "Ghetti".
Standard urbanistici. Gli interventi che aumentano la SC interessata da usi del gruppo "b" e il cambio d'uso (CD) verso un altro uso comportante aumento del Carico Urbanistico, di cui all'Art. 1.3.1, è subordinato all'esistenza o al raggiungimento di una dotazione di aree, cedute nel quadro di precedenti interventi relativi alla medesima area o da cedersi gratuitamente all'Amministrazione Comunale, pari al 100% della SC interessata dagli interventi, di cui il 40% sistemato a parcheggi pubblici e il 60% a verde pubblico attrezzato e alberato. L'Amministrazione Comunale, sentita la Commissione Edilizia sugli aspetti di congruità urbanistica, potrà accettare o prescrivere la monetizzazione di tale standard, secondo i criteri fissati dalla delibera comunale relativa agli oneri di urbanizzazione, destinando le somme ricavate all'attuazione delle previsioni di P.R.G. relative al verde e ai parcheggi pubblici.Modalità di attuazione degli interventi:strumento attuativo diretto o piano di recupero.3. Settore B5/2Usi ammessi:
a1, b2.1, b2.7, b3.1, b4, b5, f2.2, f2.4;Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:altri usi esistenti, limitatamente alla SC da essi interessata alla data di adozione delle presenti Norme.
UFmax = UF esistente, oppure UFmax = 0,5 mq/mq.;Tipi d'intervento ammessi:CD, MO, MS, D, RI, RU. Con l'intervento RI non potrà in ogni caso essere superato UFmax = 1,6 mq/mq.Standard urbanistici.Gli interventi diversi da MO, MS e D sono subordinati alla realizzazione e cessione di spazi per servizi pubblici e sociali in misura pari al 100% della SC, di cui il 40% sistemato a parcheggi pubblici e il 60% a verde pubblico.Modalità di attuazione degli interventi:strumento urbanistico attuativo.4. Settore B5/3Usi ammessi:
a1, f2.2, f2.4;Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:altri usi esistenti, limitatamente alla SC da essi interessati alla data di adozione delle presenti Norme;
usi b2.1, b2.7, b3.1, b3.2, b4, b5, previo intervento di accorpamento di almeno due unità edilizie esistenti alla data di adozione delle presenti Norme.
come per zone B1.Tipi d'intervento ammessi:CD, MO, MS, D, RE, RI, RU, AM. Con l'intervento RI non potrà in ogni caso essere superato UFmax = 1,6 mq/mq.Standard urbanistici. Gli interventi AM, RI e RU che aumentano la SC interessata da usi del gruppo "b" e il cambio d'uso (CD) verso un altro uso comportante aumento del Carico Urbanistico, di cui all'Art. 1.3.1, è subordinato all'esistenza o al raggiungimento di una dotazione di aree, cedute nel quadro di precedenti interventi relativi alla medesima area o da cedersi gratuitamente all'Amministrazione Comunale, pari al 100% della SC, di cui il 40% sistemato a parcheggi pubblici e il 60% a verde pubblico attrezzato e alberato. L'Amministrazione Comunale, sentita la Commissione Edilizia sugli aspetti di congruità urbanistica, potrà accettare o prescrivere la monetizzazione dello standard relativo al verde pubblico, destinando le somme ricavate all'attuazione delle previsioni di P.R.G. relative al verde pubblico.Modalità di attuazione degli interventi:strumento attuativo diretto;5. Settore B5/4strumento attuativo diretto previo progetto unitario di coordinamento e atto unilaterale d'obbligo concernente gli standard urbanistici, nel caso di accorpamento di più unità edilizie.
Usi ammessi:
a1, f2.2, f.2.4;Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:altri usi esistenti, limitatamente alla SC da essi interessati alla data di adozione delle presenti Norme.
SCmax = SC esistente, incrementabile di mq. 350;Tipi d'intervento ammessi:CD, MO, MS, D, RE, RI, RU, AM, NC. Con l'intervento RI non potrà in ogni caso essere superato UFmax = 1,6 mq/mq.Standard urbanistici. Gli interventi AM, RI e RU che aumentano la SC interessata da usi del gruppo "b" e il cambio d'uso (CD) verso un altro uso comportante aumento del Carico Urbanistico, di cui all'Art. 1.3.1, è subordinato all'esistenza o al raggiungimento di una dotazione di aree, cedute nel quadro di precedenti interventi relativi alla medesima area o da cedersi gratuitamente all'Amministrazione Comunale, pari al 100% della SC, di cui il 40% sistemato a parcheggi pubblici e il 60% a verde pubblico attrezzato e alberato. L'Amministrazione Comunale, sentita la Commissione Edilizia sugli aspetti di congruità urbanistica, potrà accettare o prescrivere la monetizzazione dello standard relativo al verde pubblico, destinando le somme ricavate all'attuazione delle previsioni di P.R.G. relative al verde pubblico.Modalità di attuazione degli interventi:strumento attuativo diretto previo progetto unitario di coordinamento o strumento urbanistico attuativo.
Art. 4.4.1 - Particolari modalità e possibilità di intervento previste nelle zone esistenti prevalentemente turistiche e ricettive
1. Nelle zone urbane esistenti prevalentemente turistiche e ricettive sono ammesse diverse modalità e possibilità di intervento.
2. Gli interventi si suddividono, in ragione della diversa unità urbanistico-edilizia di riferimento, in interventi su base di area programma, di cui all'Art. 1.4.8, ed in interventi diretti su singola unità edilizia.
3. Gli interventi su base di area programma si suddividono in:
interventi di rinnovo urbanistico ed edilizio;4. Gli interventi di rinnovo urbanistico ed edilizio comportano, attraverso un'opportuna combinazione degli interventi RU, RI, D, NC, CD, la modifica della organizzazione delle unità edilizie e la demolizione integrale degli edifici esistenti.interventi di recupero e rinnovo urbanistico ed edilizio.
5. Gli interventi di recupero e rinnovo urbanistico ed edilizio comportano in parte la demolizione ed in parte il recupero degli edifici esistenti. La SC interessata da interventi edilizi di demolizione deve rappresentare in ogni caso almeno il 40% delle SC dell'Area Programma.
6. Relativamente alle caratteristiche ambientali e funzionali delle aree interessate, gli interventi di rinnovo urbanistico ed edilizio e quelli di recupero e rinnovo urbanistico ed edilizio, tendono ad assicurare il raggiungimento di soglie parametriche minime, ed in ogni caso a garantire incrementi quali-quantitativi delle soglie parametriche esistenti.
7. I contenuti e le caratteristiche specifiche degli interventi di rinnovo urbanistico ed edilizio e di recupero e rinnovo urbanistico ed edilizio sono definiti dalle norme relative alle specifiche zone turistiche e ricettive.
8. Gli interventi edilizi diretti su singola unità edilizia si suddividono in:
interventi di rinnovo, corrispondenti alla casistica degli interventi REB, RI, D, NC, AM, CD;9. E' facoltà degli operatori individuare, a seconda delle specifiche condizioni in cui si trovano ad agire, gli interventi più adeguati al fine di promuovere la riqualificazione delle rispettive attrezzature.interventi di recupero, corrispondenti alla casistica degli interventi MO, MS, D, REA, AM, CD.
10. Le norme di cui al presente Capo definiscono le condizioni generali e specifiche in cui si possono svolgere i diversi tipi di intervento ammessi, tenendo conto della classificazione delle unità edilizie esistenti, di cui al seguente Art. 4.4.2, e degli usi, o delle combinazioni degli usi, più opportuni ai fini di un corretto processo di riqualificazione urbanistica e dell'offerta turistica.
11. Le diverse possibilità di intervento, di cui ai precedenti commi, non si possono cumulare sulla stessa unità edilizia, con l'eccezione degli interventi di recupero di tipo MO, MS, RCA, RCB, RE, che non escludono interventi successivi, sia di tipo RI e D sulla stessa unità edilizia, sia di rinnovo urbanistico ed edilizio e di recupero e rinnovo urbanistico ed edilizio su base di area programma.
12. Gli interventi su base di area programma possono essere praticati di norma una sola volta; nel caso risulti necessario procedere a varianti degli strumenti urbanistici attuativi relativi ad aree programma entro cinque anni dalla precedente adozione, si opera, dal punto di vista normativo, assumendo il quadro delle unità edilizie, dei parametri e degli usi originari.
13. In rapporto alla classificazione delle unità edilizie esistenti di cui all'Art 4.4.2, le unità edilizie classificate come non utilizzate da un punto di vista edilizio sono sottoposte alle specifiche norme di zona dettate per le medesime in caso di intervento su singola unità edilizia; qualora invece tali unità edilizie vengano ricomprese all'interno di un'area programma, la relativa capacità insediativa ed i relativi usi entrano a far parte della capacità insediativa più generale della stessa area programma. In tale ultimo caso lo strumento urbanistico attuativo può prevedere una distribuzione diversa della capacità insediativa dell'unità edilizia in questione, anche in difformità rispetto agli elaborati grafici del P.R.G., purchè all'interno della medesima area programma.
1. Nelle zone urbane esistenti prevalentemente turistiche e ricettive gli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia sono rapportati alle caratteristiche, alla consistenza ed agli usi relativi alle unità edilizie esistenti.Art. 4.4.2 - Unità edilizie esistenti e relativa classificazione specifica
2. Agli effetti di quanto previsto dal precedente comma, le unità edilizie sono classificate in rapporto agli usi in esse prevalenti, in:
a/Unità edilizie a prevalente destinazione residenziale: quando l'uso a.1 interessa almeno il 65% della SU dell'unità edilizia;4. Ai fini dell'attuazione degli interventi di cui ai seguenti Articoli, si considera come autonoma unità non utilizzata dal punto di vista edilizio (f), ogni area individuata nelle planimetrie di P.R.G., o parte di tale area, avente una superficie non inferiore a mq. 400.b/Unità edilizie a prevalente destinazione alberghiera: quando l'uso e.1 interessa almeno il 65% della SU dell'unità edilizia;
c/Unità edilizie a prevalente destinazione commerciale e a pubblici esercizi: quando gli usi b2, b3.1, b4.2, interessano almeno il 65% della SU dell'unità edilizia, ovvero il 65% della SF, nel caso di attività all'aperto;
d/Unità edilizie a prevalente destinazione alberghiera, di carattere marginale: quando composte da unità immobiliari corrispondenti, per usi e rapporti percentuali, a quelle definite come unità edilizia a prevalente destinazione alberghiera (b), ma che sono classificabili come non più competitive, ovvero come tendenzialmente non più competitive, in quanto non dotate di livelli di qualità, funzionalità, dimensione, localizzazione e contesto urbanistico adeguati. Si considerano di carattere marginale, anche ai sensi e per gli effetti di cui all'Art. 2 della legge regionale 09.04.1990 n. 28, le unità che alla data di adozione delle presenti Norme hanno un numero di camere inferiore a 20 secondo gli elenchi ufficiali dei competenti uffici comunali, con esclusione di quelle prospicienti la strada litoranea, e a condizione che:
sia dimostrata, in base ai bilanci dell'ultimo triennio, la non convenienza economica di gestione dell'azienda ricettiva;Tali unità edilizie non sono individuate nelle planimetrie di P.R.G..non abbiano usufruito dei contributi di cui alla legge 30.12.1989 n. 424, alla legge regionale 11.01.1993 n. 3 e relativi provvedimenti attuativi;
non siano in pendenza di procedimenti ai sensi delle leggi n. 47/85, n. 724/94, o di procedimenti di abuso edilizio;
non vengano assoggettate in quanto strutture alberghiere a interventi RE, RI, RU, AM, NC dopo la data di adozione delle presenti Norme.
e/Unità edilizie a prevalente destinazione a colonia: quando gli usi a2 o e2 interessano almeno il 65% della SU dell'unità edilizia;
f/Unità non utilizzate da un punto di vista edilizio (lotti liberi): sono costituite dai lotti liberi o dai lotti utilizzati solo in minima parte o occupati da costruzioni precarie. Esse possono concorrere alla costituzione di un'area programma solo se di superficie superiore a mq 300.
g/Unità edilizie non classificate in funzione degli usi esistenti: sono rappresentate da unità edilizie per le quali le destinazioni di P.R.G. non risultano correlate agli usi esistenti e che pertanto non rientrano, quanto alle specifiche Norme di P.R.G., fra le unità edilizie di cui ai precedenti punti del presente comma. Tali unità edilizie sono individuate in modo specifico nelle cartografie di P.R.G.;
Unità edilizie di tipo misto: quando comprendenti usi diversi, combinati fra loro in modo diverso da quello caratterizzante le unità edilizie sopra classificate.
5. Rispetto alla classificazione operata dal P.R.G., qualora i proprietari interessati dimostrino che, alla data di adozione del P.R.G., le condizioni di fatto esistenti risultavano difformi in rapporto a tale classificazione, il Consiglio Comunale, con propria deliberazione, provvede a riclassificare l'unità edilizia in oggetto, sulla base dei criteri definiti al comma del precedente. Qualora l'unità edilizia non risulti classificabile fra le altre unità edilizie ivi previste, deve intendersi classificata come unità edilizia di tipo misto.
1. In relazione alle loro caratteristiche specifiche e alle opzioni progettuali del P.R.G., le zone urbane esistenti prevalentemente turistiche e ricettive sono così suddivise:
1) T1 - zona prevalentemente turistico-ricettiva: comprende i settori a forte caratterizzazione sotto il profilo della ricettività sia alberghiera che extralberghiera;1. Interventi su area programma: rinnovo urbanistico ed edilizio.3) T2 - zone turistico-ricettive speciali: comprendono aree, o anche singole unità edilizie, peculiari sotto il profilo del ruolo che svolgono o possono svolgere nel contesto urbano e turistico, o necessitanti di specifiche azioni di riqualificazione.
Art. 4.4.4 - T1/Zona prevalentemente turistico-ricettiva
Usi ammessi:
a) ferme restando le disposizioni di cui alla seguente lettera b), l'uso e1 non può subire riduzioni della sua capacità insediativa complessiva se non per la quota corrispondente ad eventuali unità marginali (d), e può essere introdotto ex novo o incrementato in misura corrispondente alla riduzione di altri usi;b) nelle aree comprendenti unità edilizie interessate da un "fronte commerciale", come individuato nelle planimetrie di P.R.G., l'uso e1 può subire una riduzione della capacità insediativa fino al 30% della capacità insediativa esistente, oltre che per la quota corrispondente ad eventuali unità marginali (d). Tali possibilità di riduzione possono essere utilizzate per incrementare la presenza degli usi b2.1, b2.7, b3.1, b4.2, b4.3 escluse le sale da ballo, b4.4, b5, nonché, limitatamente alla quota corrispondente alle unità marginali (d), dell'uso a1;
c) nelle medesime aree di cui alla precedente lettera b) gli usi b2.1, b2.7, b3.1, b4.2, b4.3 escluse le sale da ballo, b4.4, b5 possono subire trasformazioni nei rapporti interni esistenti; gli usi b2.1, b2.7 e b4.2 non possono comunque subire riduzioni della loro capacità insediativa;
d) altri eventuali usi non citati possono essere confermati o sostituiti dagli usi di cui alle precedenti lettere a) e b);
e) gli eventuali incrementi di SC ammessi vanno destinati all'uso e1, ferma restando la capacità ricettiva esistente.
Potenzialità edificatoria:
SCmax = SC esistente, incrementabile:
per la realizzazione di parcheggi interrati di tipo P2 e P3, fino al raggiungimento degli standard per questi prescritti;Standard urbanistici:del 10%, 15%, 20%, nel caso di area programma con UF esistente inferiore a 1,6 mq/mq e composta, rispettivamente, da due, tre, quattro o più unità edilizie. Nel caso di area programma con UF esistente uguale o superiore a 1,6 mq/mq. e inferiore a 2,3 mq/mq, detti incrementi sono rispettivamente ridotti all'8%, 12%, 15%, mentre nel caso di area programma con UF esistente uguale o superiore a 2,3 mq/mq di SC esistente non potrà essere incrementata di più del 5%, indipendentemente dal numero di unità edilizie costituenti l'area programma.
delle quote di incremento previste per interventi di rinnovo su singola unità edilizia, di cui al seguente comma 3.
oltre agli standard di parcheggio di tipo P2 e P3, legati ai diversi usi, è previsto uno standard di parcheggio pubblico P1 non inferiore a 3 mq. ogni 30 mq. di SC;
tali standard possono essere reperiti anche all'esterno dell'area programma, in soluzione a raso o all'interno di parcheggi attrezzati multipiano o interrati, mediante specifico convenzionamento.
Spazi a terra:
a) nelle aree comprendenti unità edilizie interessate da un "fronte commerciale", come individuato nelle planimetrie di P.R.G.:gli spazi liberi a terra destinati all'uso pubblico, o che prevedono la presenza continuativa o frequente del pubblico, escluse le aree di parcheggio di qualsiasi tipo, devono risultare in misura non inferiore al 25% della ST, e devono comunque subire un incremento pari ad almeno il 10% rispetto alle dotazioni esistenti. Tali spazi vanno intesi come spazi pedonali attrezzati, coperti e scoperti, arredati per la sosta e l'animazione, in forma quanto più possibile continua;
l'organizzazione spaziale nell'area programma deve valorizzare particolarmente i fronti connessi agli spazi pedonali pubblici;
i piani terra degli edifici vanno di norma riservati a funzioni commerciali, di pubblico esercizio e ad attività di servizio, ed i percorsi pedonali devono definirsi con chiarezza come elementi di connessione con il sistema più generale dell'animazione urbana, ed i relativi spazi pedonali attrezzati;
b) nelle altre aree:2. Interventi su area programma: recupero e rinnovo urbanistico ed edilizio.la quota di spazi liberi a terra di forma compatta, escluse le aree di parcheggio di qualsiasi tipo, deve risultare di entità non inferiore al 20% della ST, e deve comunque subire un incremento pari ad almeno il 10% rispetto alle dotazioni esistenti. Tali spazi vanno intesi come spazi di soggiorno all'aperto e riservati a servizi di uso comune degli ospiti (piscine, aree verdi, ecc.);
l'organizzazione spaziale deve valorizzare particolarmente la compattazione degli spazi liberi e la permeabilità visiva mare-retroterra;
i piani terra degli edifici alberghieri vanno di norma riservati a funzioni di soggiorno, integrate agli spazi liberi a terra.
Usi ammessi:
a) ferme restando le disposizioni di cui alla seguente lettera b), l'uso e1 non può subire riduzioni della sua capacità insediativa complessiva, se non per la quota corrispondente ad eventuali unità marginali (d), e può essere introdotto ex novo o incrementato in misura corrispondente alla riduzione di altri usi;Potenzialità edificatoriab) nelle aree comprendenti unità edilizie interessate da un "fronte commerciale", come individuato nelle planimetrie di P.R.G., l'uso e1 può subire una riduzione della capacità insediativa fino al 20% della capacità insediativa esistente, oltre che per la quota corrispondente ad eventuali unità marginali (d). Tali possibilità di riduzione possono essere utilizzate per incrementare la presenza degli usi b2.1, b2.7, b3.1, b4.2, b4.3 escluse le sale da ballo, b4.4, b5, nonché, limitatamente alla quota corrispondente alle unità marginali (d), dell'uso a1;
c) nelle medesime aree di cui alla precedente lettera b) gli usi b2.1, b2.7, b3.1, b4.2, b4.3 escluse le sale da ballo, b4.4, b5 possono subire trasformazioni nei rapporti interni esistenti; gli usi b2.1, b2.7 e b4.2 non possono comunque subire riduzioni della loro capacità insediativa;
d) altri eventuali usi non citati possono essere confermati o sostituiti dall'uso e1;
e) gli eventuali incrementi di SC ammessi vanno destinati all'uso e1, ferma restando la capacità ricettiva esistente.
SCmax = SC esistente, incrementabile:
per la realizzazione di parcheggi interrati di tipo P2 e P3, fino al raggiungimento degli standard per questi prescritti;Standard urbanistici:del 5% della SC degli edifici che vengono integralmente demoliti e ricostruiti;
delle quote di incremento previste per interventi di rinnovo su singola unità edilizi, di cui al seguente comma 3.
oltre agli standard di parcheggio di tipo P2 e P3, legati ai diversi usi, è previsto uno standard di parcheggio pubblico P1 non inferiore a 3 mq. ogni 30 mq. di SC;
tali standard possono essere reperiti anche all'esterno dell'area programma, in soluzione a raso o all'interno di parcheggi attrezzati multipiano o interrati, mediante specifico convenzionamento.
Spazi a terra:
a) nelle aree comprendenti unità edilizie interessate da un "fronte commerciale", come individuato nelle planimetrie di P.R.G.:gli spazi liberi a terra destinati all'uso pubblico, o che prevedono la presenza continuativa o frequente del pubblico, escluse le aree di parcheggio di qualsiasi tipo, devono risultare in misura non inferiore al 15% della ST, e devono comunque subire un incremento pari ad almeno il 10% rispetto alle dotazioni esistenti. Tali spazi vanno intesi come spazi pedonali attrezzati, coperti e scoperti, arredati per la sosta e l'animazione, in forma quanto più possibile continua;
l'organizzazione spaziale nell'area programma deve valorizzare particolarmente i fronti connessi agli spazi pedonali pubblici;
i piani terra degli edifici vanno di norma riservati a funzioni commerciali, di pubblico esercizio e ad attività di servizio, ed i percorsi pedonali devono definirsi con chiarezza come elementi di connessione con il sistema più generale dell'animazione urbana, ed i relativi spazi pedonali attrezzati;
b) nelle altre aree:3. Interventi diretti su singola unità edilizia: rinnovo. Gli interventi diretti di rinnovo devono prevedere, in ogni caso, una soglia minima degli spazi liberi a terra di forma compatta riservati al soggiorno degli utenti dell'unità edilizia, oltre agli spazi di parcheggio, pari ad almeno il 20% di SF, ed un incremento di tali spazi non inferiore al 10% rispetto alle dotazioni esistenti.la quota di spazi liberi a terra di forma compatta, escluse le aree di parcheggio di qualsiasi tipo, deve risultare di entità non inferiore al 15% della ST, e deve comunque subire un incremento pari ad almeno il 20% rispetto alle dotazioni esistenti. Tali spazi vanno intesi come spazi di soggiorno all'aperto e riservati a servizi di uso comune degli ospiti (piscine, aree verdi, ecc.);
l'organizzazione spaziale nell'area programma deve valorizzare particolarmente la compattazione degli spazi liberi e la permeabilità visiva mare-retroterra;
i piani terra degli edifici alberghieri vanno di norma riservati a funzioni di soggiorno, integrate agli spazi liberi a terra.
3.1 - Unità edilizie a prevalente destinazione residenziale (a)Usi ammessi:sono confermati gli usi esistenti, con possibilità di destinazione agli usi b2.1, b2.7, b3.1, b4.1 dell'intero piano terra. La destinazione a tali usi "b" del piano terra è prescritta nelle unità edilizie interessate dalla simbologia di fronte commerciale;Potenzialità edificatoria:i rapporti di capacità insediativa interni all'unità edilizia fra i diversi usi esistenti possono essere trasformati a favore degli usi a1 ed e1, i quali se esistenti non possono subire riduzione della rispettiva capacità insediativa, salvo che in direzione degli usi di cui sopra relativamente al piano terra. La trasformazione verso l'uso e1 non può comportare aumento della capacità ricettiva.
UFmax = 0,4 mq/mq, oppure UFmax = UF esistente, incrementabile secondo le possibilità previste per la zona B1;nelle zone T1 prospicienti le seguenti strade: via Sicilia, via Alberello, via Liguria, via Della Repubblica, via Marconi a monte di Via Dei Platani, via Dei Platani da via Liguria a via Petrarca, e interessate dalla simbologia di fronte commerciale, di cui alle planimetrie di P.R.G., è altresì ammesso, in aggiunta alla quantità di cui sopra, l'incremento di SC determinato dalla realizzazione di avancorpi affacciati sul fronte commerciale, a condizione che la relativa SC venga utilizzata per usi del gruppo "b" e che gli interventi siano inquadrati entro un progetto di coordinamento dei medesimi, di iniziativa pubblica o privata, relativo all'intero fronte commerciale previsto lungo la strada a cui afferisce l'intervento proposto.
3.2 - Unità edilizie a prevalente destinazione alberghiera (b)
4. Interventi diretti su singola unità edilizia: recupero.Usi ammessi:3.3 - Unità edilizie a prevalente destinazione commerciale ed a pubblici esercizi (c)sono confermati gli usi esistenti;Potenzialità edificatoria:l'uso e1 non può subire riduzioni della capacità insediativa, nè incrementi della capacità ricettiva esistente;
gli altri usi esistenti possono essere sostituiti dall'uso e1, ferma restando la capacità ricettiva esistente.
SCmax = SC esistente, incrementabile:per la realizzazione di parcheggi interrati di tipo P2 e P3, fino al raggiungimento degli standard per questi prescritti;
per una quota corrispondente a quella necessaria per il raggiungimento di una dotazione di un bagno, di SU non superiore a 4 mq., per ogni camera alberghiera priva di bagno, o con bagno inferiore a detta superficie;
per una quota corrispondente all'adeguamento generale delle altezze interne dal piano attico o sottotetto, a condizione che in seguito all'intervento il piano sia direttamente accessibile dalla scala principale e si provveda contestualmente al risanamento delle aree libere di pertinenza dell'edificio;
per una quota derivante dalle superfici di tutte le superfetazioni o corpi aggiunti impropri anche inferiori a mt. 1,80 di H, a condizione che dette superfici siano destinate all’incremento degli spazi collettivi;
per una quota corrispondente alla chiusura di eventuali spazi porticati, contestuale al risanamento delle aree libere di pertinenza di cui sopra;
per le quote previste da eventuali strumenti urbanistici attuativi vigenti, in alternativa agli incrementi di cui ai punti precedenti.
Usi ammessi:3.4 - Unità edilizie a prevalente destinazione alberghiera di carattere marginale (d)gli usi esistenti possono essere conservati nella rispettiva capacità insediativa esistente, oppure essere trasformati a favore degli usi b2.1, b2.7, b3.1, b4.1, b4.3 escluse le sale da ballo, b5, e1. La destinazione a tali usi "b" del piano terra è prescritta nelle unità edilizie interessate dalla simbologia di fronte commerciale.Potenzialità edificatoria:UFmax = 0,4 mq/mq, oppure UFmax = UF esistente;nelle zone T1 prospicienti le seguenti strade: via Sicilia, via Alberello, via Liguria, via Della Repubblica, via Marconi a monte di via Dei Platani, via Dei Platani da via Liguria a via Petrarca, e interessate dalla simbologia di fronte commerciale, di cui alle planimetrie di P.R.G., è altresì ammesso, in aggiunta alla quantità di cui sopra, l'incremento di SC determinato dalla realizzazione di avancorpi affacciati sul fronte commerciale, a condizione che la relativa SC venga utilizzata per usi del gruppo "b" e che gli interventi siano inquadrati entro un progetto di coordinamento dei medesimi, di iniziativa pubblica o privata, relativo all'intero fronte commerciale previsto lungo la strada a cui afferisce l'intervento proposto.
Usi ammessi:3.5 - Unità non utilizzate dal punto di vista edilizio (f)l’uso e1 può subire una riduzione fino al 100% della rispettiva capacità insediativa, a favore degli usi a1 e a2, articolati in alloggi di SU non inferiore a mq. 65;Potenzialità edificatoria e parametri d’intervento:agli altri eventuali usi esistenti possono essere confermati nella rispettiva capacità insediativa esistente, o essere sostituiti dagli usi a1 e a2, articolati in alloggi come sopra;
in caso di conferma dell'uso e1 valgono le disposizioni di cui al precedente punto 3.2.
in caso di cambio d'uso:Parcheggi privati:in caso di conferma dell'uso e1:
valgono le disposizioni di cui al precedente punto 3.2.
in caso di cambio d'uso (CD) deve essere assicurata la dotazione di parcheggi P2 e P3 di cui all'Art. 3.2.3 relativa al nuovo uso.Usi ammessi:3.6 - Unità edilizie non classificate in funzione degli usi esistenti (g)tali unità sono utilizzabili esclusivamente come spazi integrativi delle unità edilizie contigue di qualsiasi tipo, o per la realizzazione di parcheggi scoperti o interrati, giardini, spazi d'uso comune funzionali alla riqualificazione dell'offerta ricettiva alberghiera.Potenzialità edificatoriaUFmax = UF esistente, oppure UFmax = 0,22 mq/mq., incrementabile di una SAC massima di 1,0 mq/mq di SF per la realizzazione di parcheggi privati (P2 e/o P3) interrati.Usi ammessi:3.7 - Unità edilizie di tipo mistonelle unità contrassegnate con i numeri da 1 a 8 e 10 nelle planimetrie di P.R.G.: usi a1, b2.1, b2.7, b4.1, b4.2, b4.3 con esclusione delle sale da ballo, b5, nonché e1, senza aumento della capacità ricettiva esistente. Nell'unità g/10 i cambi d'uso sono subordinati alla riduzione di potenzialità edificatoria di cui dopo;Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:nelle unità edilizie contrassegnate coi numeri 1, 2 e 7 nelle planimetrie di P.R.G., almeno l'intero piano terra dovrà essere riservato ai predetti usi di tipo "b"; nella unità edilizia contrassegnata con il numero 10 almeno il 20% del piano terra fronte mare dovrà essere riservato ai predetti usi di tipo "b";
nell'unità edilizia contrassegnata col numero 9: usi e1, e2;
nell'unità contrassegnata col numero 12: uso a2.
SCmax = mq. 400 nelle unità edilizie contrassegnate coi numeri 2 e 4 nelle planimetrie di P.R.G.; nell'unità g/4 corrispondente all'ex scuola elementare Colombo: UFmax = 0,7 mq./mq.; nell'unità g/4 corrispondente alla sede Polizia Municipale: SCmax = mq 1000;Standard urbanistici:SCmax = mq. 500 nelle unità contrassegnate col numero 1 e 3;
UFmax = 0,4 mq/mq. nelle unità contrassegnate coi numeri 5, 6, 8 e 11;
UFmax = 1 mq/mq nelle unità contrassegnate col numero 7;
UFmax = UF esistente nelle unità contrassegnate col numero 9, ferme restando le disposizioni dell'Art. 2.1.13;
SCmax = SC esistente nell’unità edilizia contrassegnata con il n. 10, ridotta della quota corrispondente agli ultimi due piani dell'edificio, e comunque di almeno 700 mq.;
nell'unità contrassegnata con il numero 12: SCmax = SC esistente, incrementabile della quota strettamente richiesta per adeguamenti alle disposizioni igienico-sanitarie e di sicurezza.
nelle unità edilizie contrassegnate coi numeri 1, 2 e 7 nelle planimetrie di P.R.G., la dotazione di spazi liberi a terra prevista per la generalità degli interventi di rinnovo dovrà essere ceduta all'uso pubblico in forma di piazzetta pedonale, da ubicarsi in corrispondenza dell'intersezione stradale nel caso delle unità 1 e 2;Usi ammessi:gli usi esistenti possono essere confermati nella rispettiva capacità esistente, o essere sostituiti dagli altri usi esistenti nella medesima unità edilizia, con esclusione delle sale da ballo.Potenzialità edificatoria:SCmax = SC esistente.
4.1 - Unità edilizie a prevalente destinazione residenziale (a)1. La disciplina d'uso e d'intervento delle zone T2 è definita attraverso specifiche schede relative ai singoli settori a differenti condizioni di assetto e potenzialità di trasformazione, individuate con numerazione progressiva nelle planimetrie di P.R.G..Usi ammessi:4.2 - Unità edilizie a prevalente destinazione alberghiera (b)vale quanto previsto per gli usi al precedente punto 3.1.Tipi d'intervento ammessi:CD, MO, MS, REA, D;AM fino al raggiungimento di UFmax = 0,4 mq/mq. e delle altre possibilità previste per le zone B1;
nelle zone T1 prospicienti le seguenti strade: via Sicilia, via Alberello, via Liguria, via Della Repubblica, via Marconi a monte di via Dei Platani, via Dei Platani da via Liguria a via Petrarca, e interessate dalla simbologia di fronte commerciale, di cui alle planimetrie di P.R.G., è altresì ammesso, in aggiunta alla quantità di cui sopra, l'incremento di SC determinato dalla realizzazione di avancorpi affacciati sul fronte commerciale, a condizione che la relativa SC venga utilizzata per usi del gruppo "b" e che gli interventi siano inquadrati entro un progetto di coordinamento dei medesimi, di iniziativa pubblica o privata, relativo all'intero fronte commerciale previsto lungo la strada a cui afferisce l'intervento proposto.
Usi ammessi:4.3 - Unità edilizie a prevalente destinazione commerciale ed a pubblici esercizi (c)vale quanto previsto per gli usi al precedente punto 3.2.Tipi d'intervento ammessi:CD, MO, MS, REA, D;AM nei limiti dell'adeguamento del piano attico o sottotetto e della chiusura di spazi porticati a piano terra.
Gli interventi di REA possono comportare, nel rispetto delle distanze e delle visuali libere, l’incremento della SC esistente:
. per la realizzazione di parcheggi interrati P2 e P3 fino al raggiungimento degli standard per questi prescritti;
. per una quota corrispondente a quella necessaria per il raggiungimento di una dotazione di un bagno di SU non superiore a mq 3,00 per ogni camera priva di bagno o con bagno inferiore a detta suprficie;
. per una quota corrispondente all’adeguamento delle altezze interne del piano attico o sottotetto ed il recupero delle superfetazioni o corpi aggiunti impropri aventi altezze superiori a mt. 1,80;
. per le quote previste da eventuali strumenti urbanistici vigenti, in alternativa agli incrementi di cui ai punti precedenti.
Usi ammessi:4.4 - Unità edilizie a prevalente destinazione alberghiera di carattere marginale (d)vale quanto previsto per gli usi al precedente punto 3.3.Tipi d'intervento ammessi:CD, MO, MS, REA, D;nelle zone T1 prospicienti le seguenti strade: via Sicilia, via Alberello, via Liguria, via Della Repubblica, via Marconi a monte di via Dei Platani, via Dei Platani da via Liguria a via Petrarca, e interessate dalla simbologia di fronte commerciale, di cui alle planimetrie di P.R.G., è altresì ammesso, in aggiunta alla quantità di cui sopra, l'incremento di SC determinato dalla realizzazione di avancorpi affacciati sul fronte commerciale, a condizione che la relativa SC venga utilizzata per usi del gruppo "b" e che gli interventi siano inquadrati entro un progetto di coordinamento dei medesimi, di iniziativa pubblica o privata, relativo all'intero fronte commerciale previsto lungo la strada a cui afferisce l'intervento proposto.
Usi ammessi:4.5 - Unità edilizie non classificate in funzione degli usi esistenti (g)vale quanto previsto per gli usi al precedente punto 3.4.Tipi d’intervento ammessi:CD, MO, MS, REA, D.Parcheggi privati:vale quanto previsto per i parcheggi privati al precedente punto 3.4.Usi ammessi:4.6 - Unità edilizie di tipo mistousi esistenti, per la rispettiva capacità insediativa esistente, nelle unità contrassegnate coi numeri 1, 2 e 7;Tipi d'intervento ammessi:per l'unità contrassegnata col numero 9: usi e1, e3, b4.2, b5;
per le unità contrassegnate coi numeri 3, 4, 5, 6, 8, 10 e 12: vale quanto previsto per gli usi al precedente punto 3.6.
per le unità contrassegnate con i numeri 3 e 4: CD, MO, MS, RE, D, nonché AM fino a UF max = mq. 500, e, limitatamente all'unità g/4 corrispondente alla sede Polizia Municipale, AM fino a SC max = esistente incrementato del 30%;Standard urbanistici:per l'unità contrassegnata col numero 7: MO, MS, RI;
per l'unità contrassegnata col numero 9: CD, MO, MS, nonché gli altri interventi previsti ai sensi del precedente Art. 2.1.13;
per l'unità contrassegnata col numero 10: MO, MS, D, e, alle condizioni di cui al precedente punto 3.6, anche CD, RE;
per l'unità contrassegnata col numero 12: CD, MO, MS, RE, D, AM secondo quanto previsto al precedente punto 3.6;
vale quanto previsto per gli standard urbanistici al precedente punto 3.6;nell'unità contrassegnata col numero 9 nelle planimetrie di P.R.G., il cambio d'uso verso l'uso e1 è subordinato alla cessione gratuita all'Amministrazione Comunale di una quota di aree per verde pubblico pari ad almeno un terzo dell'area libera a monte della strada litoranea.
Usi ammessi:vale quanto previsto per gli usi al precedente punto 3.7.Tipi d'intervento ammessi:CD, MO, MS, REA, D.
Art. 4.4.5 - T2/Zone turistico-ricettive speciali
Usi ammessi:3. Settore T2/2 (Albergo congressuale)sono ammessi gli usi esistenti, nella rispettiva capacità insediativa esistente.
Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:
sono confermati tutti i valori degli indici e dei parametri d'intervento definiti dal vigente strumento urbanistico attuativo.
Tipi d'intervento ammessi:
tutti, escluso RU.
Modalità di attuazione degli interventi:
strumento attuativo diretto.
Usi ammessi:4. Settore T2/3 (Riqualificazione per accorpamento o trasferimento)gli usi esistenti possono essere confermati nella rispettiva capacità insediativa esistente, o trasformati in direzione dell'uso e1;
gli incrementi di SC sono utilizzabili solo per la realizzazione di sale convegni e altri spazi congressuali organicamente integrati all'uso e1.
Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:
SCmax = SC esistente, incrementabile, previo strumento urbanistico attuativo di cui al seguente punto "modalità di attuazione degli interventi":
del 5% per la realizazione di sale convegni e altri servizi alberghieri non comportanti incremento della capacità ricettiva;Tipi d'intervento ammessi:di una SAC per parcheggi privati interrati non superiore alla SQ.
tutti.
Standard urbanistici:
con lo strumento urbanistico attuativo dovrà essere assicurato uno standard di parcheggio pubblico pari a 3 mq. ogni 40 mq. di SC sottoposta a interventi RI e pari al 40% della SC di nuova costruzione.
Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo, volto a un'organica e complessiva ridefinizione dell'assetto dell'intero comparto, in caso di CD e/o ampliamento della SC esistente;
strumento attuativo diretto, negli altri casi.
Usi ammessi:5. Settore T2/4 (Convitto S. Pellegrino)nel caso di interventi MO, MS, RE: usi esistenti, ovvero usi preesistenti negli edifici inutilizzati;
nel caso di interventi RI e RE con accorpamento della SC: usi esistenti, ovvero usi preesistenti negli edifici inutilizzati, con possibilità di conversione dell'uso e2 nell'uso e1, ferma restando la capacità ricettiva;
nel caso di trasferimento dell'intera SC esistente entro le zone T3, T4, T5: usi esistenti nel settore T2/3 e usi ammessi in tali zone T3, T4, T5, senza specifici limiti di proporzionamento fra gli usi.
Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:
SCmax = SC esistente, incrementabile rispettivamente del 10%, 15% e 20% nel caso di trasferimento di una, due, tre o più unità edilizie entro le zone T3, T4, T5;
Hmax = H esistente e Qmax = Q esistente in caso di recupero o accorpamento in situ;
si applicano altresì le ulteriori limitazioni di cui alle prescrizioni del 3° comma dell’art 24 delle Norme del P.T.C.P..
Tipi d'intervento ammessi:
RI per accorpamento in situ o trasferimento nelle zone T3, T4, T5 della SC esistente. In caso di accorpamento in situ, nei confronti della linea di battigia dovrà altresì essere assicurato l'arretramento delle ricostruzioni rispetto all'allineamento preesistente;
si applicano altresì le ulteriori limitazioni di cui alle prescrizioni del 3° comma dell’art 24 delle Norme del P.T.C.P..
Standard urbanistici:
in caso di accorpamento in situ della SC esistente deve essere ceduta gratuitamente all'Amministrazione Comunale una quota di almeno il 15% della ST, libera da ogni costruzione o manufatto esistente, da riservarsi a Parco dell'Arenile (zona F5);
in caso di trasferimento della SC esistente deve essere ceduta gratuitamente all'Amministrazione Comunale l'intera ST del settore T2/3 interessato, libera da ogni costruzione o manufatto esistente, da riservarsi a Parco dell'Arenile.
Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo in caso di trasferimento della SC;
strumento attuativo diretto negli altri casi, con atto unilaterale d'obbligo negli interventi di accorpamento in situ.
Usi ammessi:6. Settore T2/5 (Park Hotel Kursaal)gli usi esistenti possono essere confermati nella rispettiva capacità insediativa esistente, o trasformati in direzione dell'uso b6.
Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:
SCmax = SC esistente, incrementabile del 10% previo strumento urbanistico attuativo di cui al seguente punto "modalità di attuazione degli interventi".
Tipi d'intervento ammessi:
tutti, escluso RU.
Standard urbanistici:
con lo strumento urbanistico attuativo dovrà essere assicurata la dotazione di parcheggi pubblici individuata nelle planimetrie di P.R.G..
Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo in caso di CD e/o ampliamento della SC esistente;
strumento attuativo diretto negli altri casi.
Usi ammessi:gli usi esistenti possono essere confermati nella rispettiva capacità insediativa esistente, o trasformati in direzione dell'uso e1.
Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:
SCmax = SC esistente, incrementabile, previo strumento urbanistico attuativo di cui al seguente punto "modalità di attuazione degli interventi", del 5% e di una SAC per parcheggi privati interrati non superiore alla SQ.
Tipi d'intervento ammessi:
tutti.
Standard urbanistici:
con lo strumento urbanistico attuativo dovrà essere assicurato uno standard di parcheggio pubblico pari a 3 mq. ogni 40 mq. di SC sottoposta a interventi RI e pari al 40% della SC di nuova costruzione.
Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo, volto a un'organica e complesiva ridefinizione dell'assetto dell'intero comparto, in caso di ampliamento della SC esistente;
strumento attuativo diretto, negli altri casi.
1. Le unità edilizie classificate a prevalente destinazione alberghiera, non comprese all'interno delle diverse zone turistiche e ricettive, sono sottoposte alle prescrizioni di cui al presente articolo, indipendentemente dal tipo di zona al cui interno sono collocate.
2. Usi ammessi:
gli usi esistenti possono essere confermati o trasformati in direzione degli usi ammessi per le zone B1 e dell’uso e1. In caso di cambio d'uso verso gli usi a1 e a2, gli alloggi dovranno avere una SU non inferiore a mq. 65.3. Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:
- SCmax = SC esistente, incrementabibile, in caso di conferma dell'uso e1, fino al raggiungimento della dotazione di un bagno, di SU non superiore a mq. 4, per ciascuna camera alberghiera priva di bagno, o con bagno inferiore a detta superficie, ferma restando la capacità ricettiva esistente;4. Tipi d'intervento ammessi:- Qmax = Q esistente, incrementabile solo in proporzione all'incremento di SC di cui sopra.
CD, MO, MS, RE, RI, D, AM.5. Modalità di attuazione:
strumento attuativo diretto.
Art. 4.5.1 - Articolazione delle zone urbane esistenti prevalentemente produttive non turistiche
1. In relazione alle loro caratteristiche specifiche e alle opzioni progettuali del P.R.G., le zone urbane esistenti prevalentemente produttive non turistiche sono così suddivise:
1) D1 - Zone urbane esistenti prevalentemente manifatturiere;2) D2 - Zone urbane esistenti prevalentemente commerciali, direzionali e artigianali di servizio;
3) D3 - Zone urbane esistenti per pubblici esercizi e attività ricreative;
4) D4 - Zone urbane di completamento prevalentamente commerciali.
1. Usi ammessi:Art. 4.5.2 - D1/Zone urbane esistenti prevalentemente manifatturiere
c1, c2, b2.5, b2.6, b3, b4.6, b5, f1.1, f2.4;2. Indici e parametri d'intervento:b2.7 in forma strettamente accessoria e complementare agli altri usi;
altri usi esistenti, limitatamente alla SC da essi interessata alla data di adozione delle presenti Norme;
uso a1 per la realizzazione di un alloggio di SC non superiore a mq. 120 per ogni azienda, e comunque non superiore a tale limite ogni 500 mq. di SC utilizzata per altri usi ammessi, salva la conferma di diversi rapporti esistenti o previsti da strumenti urbanistici attuativi alla data di adozione delle presenti Norme.
UFmax = UF esistente, oppure UF = 0,60 mq/mq;3. Tipi d'intervento ammessi:Qmax = Q esistente oppure Qmax = 60%;
SPmax = SP esistente, oppure SP = almeno 30% di SF, riducibile al 15% nel caso di lotti già edificati;
vanno rispettati gli indici e i parametri d'intervento, le relative modalità di calcolo e i requisiti tipologici stabiliti dagli strumenti urbanistici attuativi nel caso di aree già edificate o edificabili secondo questa procedura alla data di adozione delle presenti Norme;
nelle zone in cui alla data di adozione delle presenti Norme risultino già raggiunti i valori di Uf max e Q max di cui sopra, sono comunque consentiti gli ampliamenti necessari per la realizzazione di locali per quei particolari impianti tecnici - quali compressori, motori elettrici, gruppi elettrogeni, ventilconvettori, pompe, centrali termiche - di cui per ragioni di sicurezza e/o comfort è prevista dagli organi competenti (VV.FF., U.S.L.) l'ubicazione in appositi locali debitamente isolati da quelli interessati dalla permanenza di persone. Tali ampliamenti dovranno essere accuratamente armonizzati alle preesistenze edificate dal punto di vista sia morfologico che estetico;
nelle medesime zone in cui risultino già raggiunti i valori UFmax e Qmax di cui sopra, è altresì ammessa all'interno degli edifici esistenti la realizzazione "una tantum" di soppalchi praticabili in misura non superiore al 15% della superficie coperta dell'edificio, ove ne sussistano tutte le condizioni di fattibilità sotto il profilo delle altezze e delle disposizioni igienico-sanitarie.
tutti, escluso RU.4. Standard urbanistici. Nelle zone D1 ricomprese entro perimetro di progetto unitario è prescritta la realizzazione e cessione gratuita delle aree per servizi ed altre eventuali opere di urbanizzazione, ivi compreso il verde complementare alla viabilità, indicate nelle planimetrie di P.R.G.
5. Gli interventi che aumentano la SC interessata da usi del gruppo "b" e il cambio d'uso verso un altro uso (CD), sono subordinati all'esistenza o al raggiungimento di una dotazione di aree, cedute nel quadro di precedenti interventi relativi alla medesima area o da cedersi gratuitamente all'Amministrazione Comunale, pari al 100% della SC, di cui il 40% sistemato a parcheggi pubblici e il 60% a verde pubblico attrezzato e alberato.
6. Requisiti ambientali. Ove l'area d'intervento si trovi a contatto con altre zone a carattere residenziale o terziario o per servizi pubblici e privati, dovrà essere allestita sul confine, all'interno dell'area di intervento, nei limiti della possibilità offerta dalla situazione di fatto, una fascia di rispetto della profondità di almeno m. 6,0 piantumata a cortina con alberatura d'alto fusto e con integrazione di siepi e cespugli. Tali disposizioni possono essere integrate da altre particolari disposizioni del Sindaco, sentito il parere della Commissione Edilizia, nei casi in cui le caratteristiche dell'insediamento e del contesto urbanistico ed ambientale lo richiedessero.
7. Modalità di attuazione degli interventi:
strumento attuativo diretto.1. Usi ammessi:
Art. 4.5.3 - D2/Zone urbane esistenti prevalentemente commerciali
b1, b2, b3, b4, b5, f1.1, f2.4;2. Indici e parametri d'intervento:usi esistenti e previsti dagli strumenti attuativi che hanno regolato la formazione degli insediamenti, nel rispetto delle proporzioni fissate dai medesimi strumenti;
altri usi esistenti, limitatamente alla SC da essi interessata alla data di adozione delle presenti Norme;
nelle zone D2 contrassegnate col numero 1 nelle planimetrie di P.R.G.: solo uso b3.1 per distribuzione carburanti;
nella zona D2 contrassegnata con il numero 2 nelle planimetrie di P.R.G.: usi di tipo "b" di cui sopra e, per non più del 50% della SC ammessa, usi di tipo "a".
UFmax = UF esistente, oppure UFmax 0,55 mq/mq.;3. Tipi d'intervento ammessi:nelle zone D2 contrassegnate col numero 1 nelle planimetrie di P.R.G.: SCmax secondo quantità di cui alla legislazione in materia;
Qmax = Q esistente, oppure Qmax = 55%;
nelle zone D2 interne o attigue al tessuto urbano dei centri frazionali: Hmax = H esistente, oppure Hmax = 7,5.;
nelle zone D2 interessate da strumento urbanistico attuativo vigente valgono esclusivamente le disposizioni di tale strumento attuativo, per la durata del medesimo.
tutti.4. Standard urbanistici. Nelle zone D2 ricomprese entro perimetro di progetto unitario è prescritta la realizzazione e cessione gratuita delle aree per servizi ed altre eventuali opere di urbanizzazione, ivi compreso il verde complementare alla viabilità, indicate nelle planimetrie di P.R.G.
5. Gli interventi che aumentano la SC interessata da usi del gruppo "b" e il cambio d'uso verso un altro uso (CD), sono subordinati all'esistenza o al raggiungimento di una dotazione di aree, cedute nel quadro di precedenti interventi relativi alla medesima area o da cedersi gratuitamente all'Amministrazione Comunale, pari al 100% della SC, di cui il 40% sistemato a parcheggi pubblici e il 60% a verde pubblico attrezzato e alberato.
6. Modalità di attuazione degli interventi:
strumento attuativo diretto o strumento urbanistico attuativo, quest'ultimo obbligatorio, con le finalità di cui all'Art. 1.6.1, in caso di inserimento dell'uso b4.3.7. Prescrizioni particolari. Nella zona D2 contrassegnata col numero 2 nell'ambito del centro frazionale di Cella, gli interventi sono subordinati alla realizzazione delle opere previste da apposito progetto comunale nella zona G4 parimenti contrassegnata col numero 2 nell'ambito del medesimo centro frazionale, in luogo della realizzazione e cessione della quota di verde attrezzato.
1. Usi ammessi:Art. 4.5.4 - D3/Zone urbane esistenti per pubblici esercizi e attività ricreative
b2.7, b2, b4.4, e1;2. Indici e parametri d'intervento:b2.1, b2.2, b2.4, b4.1, b4.2, b4.3, purché non prevalenti;
altri usi esistenti, limitatamente alla SC da essi interessata alla data di adozione delle presenti Norme;
nelle aree D3 contrassegnate coi numeri 1 e 2 nelle planimetrie di P.R.G.: solo usi esistenti, ferme restando le disposizioni di cui al seguente comma 3;
uso a1 per la realizzazione di un alloggio di SC non superiore a mq. 120 per ogni azienda, e comunque non superiore a tale limite ogni 350 mq. di SC utilizzata per altri usi ammessi, salva la conferma di diversi rapporti esistenti o previsti da strumenti urbanistici attuativi alla data di adozione delle presenti Norme.
UFmax = UF esistente, incrementabile della SC richiesta per adeguamenti igienico-sanitari e sicurezza dalle autorità competenti. Tale incremento è ammesso anche nel caso di edifici ricompresi entro categorie di tutela diverse da A1 e A2.1, di cui al Titolo 2;3. Prescrizioni particolari:SC nell'area contrassegnata col numero 1 nelle planimetrie di P.R.G. = esistente incrementabile del 20%;
UFmax = 0,4 mq/mq. nelle aree contrassegnate col numero 3 e 5 nelle planimetrie di P.R.G.;
- il settore D3 contrassegnato con il numero 2 nelle planimetrie di P.R.G. e ubicato a mare dell'autostrada, è utilizzabile solo per la realizzazione di parcheggi pertinenziali scoperti (P2 e P3) al servizio delle attività ammesse negli altri settori D3 parimenti contrassegnati col numero 2. Esso dovrà essere sistemato con la piantumazione di un albero di alto fusto ogni due posti auto e con pavimentazioni dei posti auto atte all'inerbimento; dovrà inoltre essere collegato alle aree D3 ubicate a monte dell'autostrada mediante apposiito percorso pedonale diretto, al di fuori della sede stradale di via Del Carro;4. Tipi d'intervento ammessi:- il settore D3 parimenti contrassegnato con il numero 2 e ubicato a monte dell'autostrada è utilizzabile come il settore a mare, previo progetto unitario di sistemazione e cessione delle opere di urbanizzazione e degli standard urbanistici indicati nelle planimetrie di PRG;
- la SC realizzabile nel settore D3 contrassegnato con il numero 4 nelle planimetrie di PRG è da determinarsi secondo le modalità previste per le zone D5. Gli interventi sono subordinati alla cessione delle aree per servizi pubblici e sociali ricomprese entro il perimetro di progetto unitario unitariamente al settore D3, nonché alla realizzazione, entro tale settore, di uno standard di parcheggio pubblico pari al 40% della SC realizzabile;
- il settore D3 contrassegnato con il numero 5 nelle planimetrie di PRG è edificabile con UFmax = 0,4 mq/mq, oppure con un incremento del 5% della SC esistente. La SC destinabile all'uso a1 in tale settore è di mq 180.
tutti.5. Modalità di attuazione degli interventi:
strumento attuativo diretto o strumento urbanistico attuativo, quest'ultimo obbligatorio, con le finalità di cui all'Art. 1.6.1, in caso di insediamento dell'uso b4.3.1. Usi ammessi:
Art. 4.5.5 - D4/Zone urbane di completamento prevalentemente commerciali
b2.1, b2.2, b2.6, b2.8, f1.1, f2.4, f8;2. Indici e parametri d'intervento:
UFmax = 0,5 mq/mq;3. Tipi d'intervento ammessi:
tutti.4. Standard urbanistici. E' prescritta la sistemazione e cessione gratuita all'Amministrazione Comunale di un'area per servizi pubblici pari al 100% della SC realizzabile. Di tale area, almeno il 60% andrà sistemata a verde attrezzato e la quota restante a parcheggio pubblico alberato.
5. Modalità di attuazione degli interventi:
strumento attuativo diretto.
Art. 4.6.1 - Articolazione e regime di utilizzazione delle zone urbane esistenti per attrezzature e servizi pubblici di interesse generale
1. In relazione alle loro caratteristiche specifiche e alle opzioni progettuali del P.R.G., le zone urbane esistenti per attrezzature e servizi pubblici di interesse generale sono così suddivise:
1) F1 - Zone urbane esistenti per servizi amministrativi pubblici;2. Le aree di cui al presente articolo vanno acquisite al patrimonio degli enti pubblici di riferimento; in attesa di tale acquisizione, le aree possono essere utilizzate per usi vari, da definirsi mediante apposita convenzione con l'Amministrazione Comunale, purchè non comportanti l'edificazione delle aree medesime, fatte comunque salve le previsioni di convenzioni vigenti.2) F2 - Zone urbane esistenti per impianti sportivi di interesse generale;
3) F3 - Zone urbane esistenti per impianti tecnologici di urbanizzazione generale.
1. Usi ammessi:Art. 4.6.2 - F1 / Zone urbane esistenti per servizi amministrativi pubblici
f5, f6, f1.1, f1.3.2. Indici e parametri d'intervento:
da definirsi con lo strumento attuativo, in analogia con l'edificazione del contesto urbano in cui l'area è inserita.3. Tipi d'intervento ammessi:
tutti.4. Modalità di attuazione degli interventi:
strumento attuativo diretto o strumento urbanistico attuativo.1. Usi ammessi:
Art. 4.6.3 - F2 / Zone urbane esistenti per impianti sportivi di interesse generale
b4.4, b5.4; f1.1, f2.2, f2.4, f8;2. Indici e parametri d'intervento:
da definirsi con lo strumento attuativo.3. Tipi d'intervento ammessi:
tutti.4. Modalità di attuazione degli interventi:
strumento attuativo diretto o strumento urbanistico attuativo.1. Usi ammessi:
Art. 4.6.4 - F3 / Zone urbane esistenti per impianti tecnologici di urbanizzazione generale
f1.2. Indici e parametri d'intervento:
sono definiti dallo strumento attuativo, i cui elaborati dovranno evidenziare tutti i fattori che determinano o possono determinare un particolare impatto ambientale e gli accorgimenti previsti a mitigazione di tale impatto, ferma restando la sottoposizione a specifica Valutazione d'Impatto Ambientale nei casi richiesti dalla legislazione in materia.3. Tipi d'intervento ammessi:
tutti.4. Modalità di attuazione degli interventi:
strumento attuativo diretto o strumento urbanistico attuativo.1. Nelle planimetrie di P.R.G. sono indicate le fasce di rispetto dei principali elettrodotti e gasdotti interessanti il territorio comunale. Tutti gli interventi di NC, AM, RI, RU di edifici posti, in tutto o in parte, entro la fascia indicata, devono sottostare a nulla-osta da parte degli Enti competenti per quanto attiene ad altezze e posizionamento degli edifici stessi, ferma comunque restando la possibilità di estinzione dei vincoli riferiti alle localizzazioni indicate dalle planimetrie di P.R.G. in seguito allo spostamento delle infrastrutture di riferimento.
Art. 4.6.5 - Fasce di rispetto delle principali infrastrutture tecnologiche
2. Nelle planimetrie di P.R.G. sono altresì indicate le fasce di rispetto dei depuratori, costituenti l’ambito di applicazione dell’Allegato IV - punto 1.2 - della Delibera del "Comitato dei Ministri per la tutela delle acque dall’inquinamento" del 04.02.1977.
3. In tale ambito, pari ad una larghezza di m. 100 dai limiti dell’impianto esistente, come individuato nella Tav. 3 di P.R.G., sono vietati interventi di NC, RI, AM di edifici, salvo quelli relativi all'infrastruttura tecnologica di riferimento. E’ ammessa comunque, entro tale ambito, la costruzione di impianti tecnici, di infrastrutture, di manufatti diversi dagli edifici.
Art. 4.7.1 - Articolazione e regime di utilizzazione delle zone urbane esistenti per servizi pubblici e sociali di base
1. In relazione alle loro caratteristiche specifiche e alle opzioni progettuali del P.R.G., le zone urbane esistenti per servizi pubblici e sociali di base sono così suddivise:
1) G1 - Zone urbane esistenti per verde pubblico;2. Con l'approvazione degli strumenti attuativi la destinazione di zona può essere modificata, senza che ciò costituisca Variante al P.R.G., verso altra destinazione di zona di cui al presente articolo, o verso la destinazione a parcheggi pubblici di cui al Capo 3.3, senza che ciò costituisca Variante al P.R.G., fermo restando il rispetto di specifiche disposizioni dettate dalle presenti Norme per particolari aree e delle disposizioni del P.T.C.P., ove le aree ne risultino interessate, nonchè il rispetto degli standard complessivi di livello comunale stabiliti per le varie tipologie di servizio di base dalla legislazione in materia.2) G2 - Zone urbane esistenti per verde pubblico e verde pubblico attrezzato;
3) G3 - Zone urbane esistenti per attrezzature scolastiche di base;
4) G4 - Zone urbane esistenti per attrezzature pubbliche di interesse comune di tipo civile;
5) G5 - Zone urbane esistenti per attrezzature di interesse comune di tipo religioso.
3. Le aree di cui al presente articolo vanno acquisite al patrimonio degli enti pubblici di riferimento; in attesa di tale acquisizione, le aree possono essere utilizzate per usi vari, da definirsi mediante apposita convenzione con l'Amministrazione Comunale, purchè non comportanti l'edificazione delle aree medesime, fatte comune salve le previsioni di convenzioni vigenti.
1. Le zone per verde pubblico comprendono le aree a parco o giardino pubblico di quartiere o insediamento, e come tali sono caratterizzate in modo quasi esclusivo dalle sistemazioni a verde e sono precluse ai mezzi motorizzati.
2. Usi ammessi:
b5.4;3. Indici e parametri d'intervento:b2.7 e f2.4 nei limiti di cui al seguente comma;
f1.1, b4.6 e parcheggi privati P2 e P3 esclusivamente in soluzione interrata alle condizioni di cui al comma seguente.
- nelle aree espressamente indicate dall’Amministrazione Comunale con apposito provvedimento è ammessa la costruzione fuori terra di piccole costruzioni quali chioschi per ristoro, tettoie aperte, servizi igienici, attrezzature per il gioco, da definirsi per quantità e caratteristiche attraverso lo strumento attuativo;4. Tipi d'intervento ammessi:- in soluzione esclusivamente interrata, e per quantità da definirsi con lo strumento attuativo, è ammessa la realizzazione di parcheggi pubblici e/o privati (P1, P2, P3, usi f2.4 e b4.6), limitatamente ai settori con superficie già impermeabilizzata o in cui non si rechi pregiudizio all'impianto vegetazionale principale. L'intervento dovrà comunque garantire la formazione al suolo di coltre vegetale, e l'accesso e l'uscita dei parcheggi dovranno avvenire direttamente dalla viabilità limitrofa, senza interferenze al suolo con la zona G1;
- l'intervento di realizzazione dei parcheggi di cui sopra è comunque escluso nelle aree ricomprese entro gli ambiti tutelati ai sensi dei precedenti Artt. 2.1.1, 2.1.2, 2.1.3, e 2.1.4.
tutti.5. Modalità di attuazione degli interventi:
strumento attuativo diretto, con convenzione o atto unilaterale d'obbligo per quanto attiene agli usi b2.7, b4.6 e ai parcheggi privati, o strumento urbanistico attuativo.1. Le zone urbane per verde pubblico e verde pubblico attrezzato comprendono aree in cui le attrezzature per il gioco e lo sport possono assumere carattere prevalente rispetto alle sistemazioni a verde.
Art. 4.7.3 - G2/Zone urbane esistenti per verde pubblico e verde pubblico attrezzato
2. Usi ammessi:
b5.4, b4.4, b2.7, f1.1, f2.4, f8;3. Indici e parametri d'intervento:b4.6 e parcheggi privati (P2 e P3) in soluzione esclusivamente interrata, alle condizioni di cui al comma seguente.
UFmax, Qmax, Hmax, da definirsi con lo strumento attuativo;4. Tipi d'intervento ammessi:SPmax: pari ad almeno il 50% della SF;
sistemazione a verde non inferiore al 30%;
la realizzazione degli eventuali parcheggi interrati dovrà interessare i settori con superficie già impermeabilizzata, o in cui non si rechi pregiudizio all'impianto vegetazionale principale. L'intervento dovrà comunque garantire la formazione al suolo di coltre vegetale e l'accesso e l'uscita dei parcheggi dovranno avvenire direttamente dalla viabilità limitrofa, senza interferenze al suolo con la zona G2.
tutti.5. Modalità di attuazione degli interventi:
strumento attuativo diretto, con convenzione o atto unilaterale d'obbligo per quanto attiene agli usi b2.7, b4.4, b4.6 e ai parcheggi privati, o strumento urbanistico attuativo.1. Usi ammessi:
Art. 4.7.4 - G3/Zone urbane esistenti per attrezzature scolastiche di base
b5.3, f1.1. Le specifiche tipologie di servizio scolastico e prescolastico sono individuate nella planimetria di P.R.G. "Sistema dei servizi e della mobilità".2. Indici e parametri d'intervento:
da definirsi con lo strumento attuativo.3. Tipi d'intervento ammessi:
tutti.4. Modalità di attuazione degli interventi:
strumento attuativo diretto o strumento urbanistico attuativo.1. Usi ammessi:
Art. 4.7.5 - G4/Zone urbane esistenti per attrezzature pubbliche di interesse comune di tipo civile
b5.1, f2.4, f1.1;2. Indici e parametri d'intervento:usi esistenti alla data di adozione delle presenti Norme.
da definirsi con lo strumento attuativo.3. Tipi d'intervento ammessi:
tutti.4. Modalità di attuazione degli interventi:
Strumento attuativo diretto o strumento urbanistico attuativo.1. Usi ammessi:
Art. 4.7.6 - G5/Zone urbane esistenti per attrezzature di interesse comune di tipo religioso
b5.2, f2.4, f1.1;2. Indici e parametri d'intervento:usi esistenti alla data di adozione delle presenti Norme.
da definirsi con lo strumento attuativo.3. Tipi d'intervento ammessi:
tutti.4. Modalità di attuazione degli interventi:
strumento attuativo diretto o strumento urbanistico attuativo.
1. Le zone urbane di nuovo impianto prevalentemente residenziali sono così suddivise:Art. 4.8.1 - Articolazione delle zone urbane di nuovo impianto prevalentemente residenziali
1) C1 - Zone urbane di nuovo impianto prevalentemente residenziali in corso di attuazione: comprendono aree inedificate urbanizzate o in corso di urbanizzazione sulla base di strumenti urbanistici attuativi alla data di adozione delle presenti Norme;1. Usi, potenzialità edificatoria e parametri d'intervento ammessi:2) C2 - Zone urbane di nuovo impianto prevalentemente residenziali: comprendono le aree di maggiore entità da urbanizzare ex novo.
Art. 4.8.2 - C1/Zone urbane di nuovo impianto prevalentemente residenziali in corso di attuazione
valgono le disposizioni degli strumenti urbanistici attuativi in base ai quali le aree sono state urbanizzate.2. Modalità di attuazione degli interventi:
strumento attuativo diretto o strumento urbanistico attuativo.1. La disciplina d'uso e d'intervento delle zone C2 è definita attraverso schede relative ai singoli comparti.
Art. 4.8.3 - C2 / Zone urbane di nuovo impianto prevalentemente residenziali
2. Comparti C2-1, C2-26, C2-27 (Misano Mare)
Usi ammessi:
a1, a2, b5, f1.1, f2.2, f2.4;Spazi per servizi pubblici e socialiin misura non superiore al 15% della SCmax: b2.1, b2.7, b3.1, b4.1, b4.2, b4.4.
Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:
potenzialità edificatoria complessiva: pari alla potenzialità edificatoria riservata agli interventi privati, di cui all'Art. 4.1.2, e incrementabile nei limiti di seguito specificati relativamente agli spazi per servizi pubblici e sociali;
SF riservata agli interventi privati: 2,2 mq. ogni mq. di SC.
Gli spazi per servizi pubblici e sociali indicati dalle planimetrie di P.R.G. all'interno del comparto sono da utilizzarsi e sistemarsi nei limiti definiti dalle presenti Norme per le zone corrispondenti alle sigle indicate all'interno del comparto e dalla planimetria "Sistema dei servizi e della mobilità".Tipi d'intervento ammessi:In sede di pianificazione attuativa, tali spazi possono subire variazioni di destinazione specifica, entro la casistica dei servizi pubblici e sociali, e piccole variazioni di conformazione, ferma restandone la quantità complessiva.
I parcheggi pubblici P1 sono in ogni caso da prevedersi in misura non inferiore a mq. 4 ogni 40 mq. di SC max, e andranno ubicati prevalentemente all'interno dell'area di concentrazione dell'edificazione, in opportuna vicinanza alle attività da servire. L’eventuale quota di parcheggi P1 non localizzata nelle planimetrie di P.R.G. potrà essere reperita anche riducendo in misura corrispondente le aree per altri servizi pubblici localizzate all’interno del comparto.
tutti.Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo.3. Comparto C2-2 (Misano Mare)
Usi ammessi:
a1, a2, b5, f1.1, f2.2, f2.4;Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:in misura non inferiore al 20% e non superiore al 30% della SCmax: b2.1, b2.7, b3.1, b4.1, b4.2, b4.4.
- potenzialità edificatoria complessiva massima pari a 6.000 mq di SC riservata agli interventi privati di NC, incrementabile nei limiti di seguito specificati relativamente agli spazi per servizi pubblici e sociali;Spazi per servizi pubblici e socialila nuova edificazione deve essere localizzata nell’"ambito di riqualificazione dell’immagine turistica" individuato nella tav. TP4d del P.T.C.P. di cui all’art. 25 delle Norme del medesimo Piano, purché comporti una occupazione del suolo non superiore al 40% del predetto ambito garantendo l’utilizzo delle restanti aree per la realizzazione di servizi pubblici e di uso pubblico;
SF riservata agli interventi privati: 1,8 mq. ogni mq. di SC.
Gli spazi per servizi pubblici e sociali indicati dalle planimetrie di P.R.G. all'interno del comparto sono da utilizzarsi e sistemarsi nei limiti definiti dalle presenti Norme per le zone corrispondenti alle sigle indicate all'interno del comparto e dalla planimetria "Sistema dei servizi e della mobilità".Requisiti morfologici e ambientaliIn sede di pianificazione attuativa, tali spazi possono subire variazioni di destinazione specifica, entro la casistica dei servizi pubblici e sociali, e piccole variazioni di conformazione, ferma restandone la quantità complessiva.
I parcheggi pubblici P1 sono in ogni caso da prevedersi in misura non inferiore a mq. 4 ogni 40 mq. di SC max, e andranno ubicati prevalentemente all'interno dell'area di concentrazione dell'edificazione, in opportuna vicinanza alle attività da servire. L’eventuale quota di parcheggi P1 non localizzata nelle planimetrie di P.R.G. potrà essere reperita anche riducendo in misura corrispondente le aree per altri servizi pubblici localizzate all’interno del comparto.
Gli spazi edificati per usi non residenziali andranno prioritariamente dislocati in corrispondenza del "fronte commerciale" indicato nelle planimetrie di P.R.G., ferme restando le disposizioni di cui sopra relative all'edificio da trasferirisi dall'arenile.Tipi d'intervento ammessi:La sistemazione generale del comparto dovrà assicurare adeguata valorizzazione di tale fronte commerciale, anche sotto il profilo della qualità e continuità degli spazi e percorsi pedonali e ciclabili e della qualità dell'immagine urbana.
La sistemazione dell'area a verde pubblico dovrà essere orientata alla ricostruzione dell'ambiente vegetazionale costiero.
tutti.Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo. L’attuazione delle previsioni relative al presente comparto è comunque subordinata e condizionata alla redazione del programma generale e all’approvazione del relativo Accordo di Programma di cui al 3° comma dell’art. 25 della Norme del P.T.C.P..4. Soppresso
5. Comparto C2-4 (Misano Mare)
Usi ammessi:
a1, a2, b5, f1.1, f2.2, f2.4;Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:in misura non inferiore al 10% e non superiore al 20% della SCmax: b2.1, b2.7, b3.1, b4.1, b4.2, b4.4.
potenzialità edificatoria complessiva: pari alla potenzialità edificatoria riservata agli interventi privati, di cui all'Art. 4.1.2, e incrementabile nei limiti di seguito specificati relativamente agli spazi per servizi pubblici e sociali;Spazi per servizi pubblici e socialiSF riservata agli interventi privati: 1,6 mq. ogni mq. di SC;
la realizzazione di parcheggi nel sottosuolo degli spazi per servizi pubblici e sociali è ammessa a condizione che almeno il 50% degli stessi siano parcheggi pubblici.
Gli spazi per servizi pubblici e sociali indicati dalle planimetrie di P.R.G. all'interno del comparto sono da utilizzarsi e sistemarsi nei limiti definiti dalle presenti Norme per le zone corrispondenti alle sigle indicate all'interno del comparto e dalla planimetria "Sistema dei servizi e della mobilità".Requisiti morfologiciIn sede di pianificazione attuativa, tali spazi possono subire variazioni di destinazione specifica, entro la casistica dei servizi pubblici e sociali, e piccole variazioni di conformazione, ferma restandone la quantità complessiva.
I parcheggi pubblici P1 sono in ogni caso da prevedersi in misura non inferiore a mq. 4 ogni 40 mq. di SC max, e andranno ubicati prevalentemente all'interno dell'area di concentrazione dell'edificazione, in opportuna vicinanza alle attività da servire. L’eventuale quota di parcheggi P1 non localizzata nelle planimetrie di P.R.G. potrà essere reperita anche riducendo in misura corrispondente le aree per altri servizi pubblici localizzate all’interno del comparto.
Gli spazi edificati per usi non residenziali andranno prioritariamente dislocati in corrispondenza del "fronte commerciale" indicato nelle planimetrie di P.R.G..Tipi d'intervento ammessi:La sistemazione generale del comparto dovrà assicurare adeguata valorizzazione di tale fronte commerciale, anche sotto il profilo della qualità e continuità degli spazi e percorsi pedonali e ciclabili e della qualità dell'immagine urbana.
Nel settore congiuntamente contrassegnato con le sigle P e G6 nelle planimetrie di P.R.G., la quota di parcheggio pubblico è da realizzarsi in soluzione interrata.
tutti.6. Comparto C2-5 (Misano Mare)Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo.
Usi ammessi:
a1, a2, b5, f1.1, f2.2, f2.4;Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:in misura non superiore al 15% della SCmax: b2.1, b2.7, b3.1, b4.1, b4.2, b4.4.
potenzialità edificatoria complessiva: pari alla potenzialità edificatoria riservata agli interventi privati, di cui all'Art. 4.1.2, e incrementabile nei limiti di seguito specificati relativamente agli spazi per servizi pubblici e sociali;Spazi per servizi pubblici e socialiSF riservata agli interventi privati: 1,8 mq. ogni mq. di SC.
Gli spazi per servizi pubblici e sociali indicati dalle planimetrie di P.R.G. all'interno del comparto sono da utilizzarsi e sistemarsi nei limiti definiti dalle presenti Norme per le zone corrispondenti alle sigle indicate all'interno del comparto e dalla planimetria "Sistema dei servizi e della mobilità".Tipi d'intervento ammessi:In sede di pianificazione attuativa, tali spazi possono subire variazioni di destinazione specifica, entro la casistica dei servizi pubblici e sociali, e piccole variazioni di conformazione, ferma restandone la quantità complessiva.
I parcheggi pubblici P1 sono in ogni caso da prevedersi in misura non inferiore a mq. 4 ogni 40 mq. di SC max, e andranno ubicati prevalentemente all'interno dell'area di concentrazione dell'edificazione, in opportuna vicinanza alle attività da servire. L’eventuale quota di parcheggi P1 non localizzata nelle planimetrie di P.R.G. potrà essere reperita anche riducendo in misura corrispondente le aree per altri servizi pubblici localizzate all’interno del comparto.
tutti.Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo. L’attuazione delle previsioni relative al presente comparto è comunque subordinata e condizionata alla redazione del programma generale e all’approvazione del relativo Accordo di Programma di cui al 3° comma dell’art. 25 della Norme del P.T.C.P..7. Soppresso
8. Comparto C2-7 (Misano Mare)
Usi ammessi:
a1, a2, b5, f1.1, f2.2, f2.4.Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:
potenzialità edificatoria complessiva: definita dall'applicazione di UT = 0,20 sull'intero comparto, e incrementabile nei limiti di seguito specificati relativamente agli spazi per servizi pubblici e sociali;Spazi per servizi pubblici e socialiSF riservata agli interventi privati: 2,5 mq. ogni mq. di SC;
SP: almeno 35% all'interno di ciascuna unità di intervento;
Gli spazi per servizi pubblici e sociali indicati dalle planimetrie di P.R.G. all'interno del comparto sono da utilizzarsi e sistemarsi nei limiti definiti dalle presenti Norme per le zone corrispondenti alle sigle indicate all'interno del comparto e dalla planimetria "Sistema dei servizi e della mobilità".Requisiti ambientaliIn sede di pianificazione attuativa, tali spazi possono subire variazioni di destinazione specifica, entro la casistica dei servizi pubblici e sociali, e piccole variazioni di conformazione, ferma restandone la quantità complessiva.
I parcheggi pubblici P1 sono in ogni caso da prevedersi in misura non inferiore a mq. 4 ogni 40 mq. di SC max, e andranno ubicati prevalentemente all'interno dell'area di concentrazione dell'edificazione, in opportuna vicinanza alle attività da servire. L’eventuale quota di parcheggi P1 non localizzata nelle planimetrie di P.R.G. potrà essere reperita anche riducendo in misura corrispondente le aree per altri servizi pubblici localizzate all’interno del comparto.
Nell’area posta a ridosso della paleofalesia dovrà essere mantenuta una fascia di rispetto pari a 3 volte l’altezza della scarpata sottesa; a tale prescrizione si potrà derogare qualora venga dimostrata la continuità della risposta sismica e geomeccanica del sedime per un intorno significativo da investigare in ottemperanza al D.M. 11.03.88 ed attuando tutti gli accorgimenti tecnico-progettuali per l’eliminazione del rischio sismico.Tipi d'intervento ammessi:
tutti.Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo.9. Comparto C2-9 (Misano Mare)
Usi ammessi:
a1, a2, b5, f1.1, f2.2, f2.4.Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:
potenzialità edificatoria complessiva: definita dall'applicazione di UT = 0,15 sull'intero comparto, e incrementabile nei limiti di seguito specificati relativamente agli spazi per servizi pubblici e sociali;Spazi per servizi pubblici e socialiSF riservata agli interventi privati: 2,5 mq. ogni mq. di SC;
SP: almeno 35% all'interno di ciascuna unità di intervento;
Gli spazi per servizi pubblici e sociali indicati dalle planimetrie di P.R.G. all'interno del comparto sono da utilizzarsi e sistemarsi nei limiti definiti dalle presenti Norme per le zone corrispondenti alle sigle indicate all'interno del comparto e dalla planimetria "Sistema dei servizi e della mobilità".Tipi d'intervento ammessi:In sede di pianificazione attuativa, tali spazi possono subire variazioni di destinazione specifica, entro la casistica dei servizi pubblici e sociali, e piccole variazioni di conformazione, ferma restandone la quantità complessiva.
I parcheggi pubblici P1 sono in ogni caso da prevedersi in misura non inferiore a mq. 4 ogni 40 mq. di SC max, e andranno ubicati prevalentemente all'interno dell'area di concentrazione dell'edificazione, in opportuna vicinanza alle attività da servire. L’eventuale quota di parcheggi P1 non localizzata nelle planimetrie di P.R.G. potrà essere reperita anche riducendo in misura corrispondente le aree per altri servizi pubblici localizzate all’interno del comparto.
tutti.Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo.10. Comparto C2-10 (Belvedere)
Usi ammessi:
a1, a2, b5, f1.1, f2.2, f2.4.Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:
potenzialità edificatoria complessiva: pari alla potenzialità edificatoria riservata agli interventi privati, di cui all'Art. 4.1.2, e incrementabile nei limiti di seguito specificati relativamente agli spazi per servizi pubblici e sociali;Spazi per servizi pubblici e socialiSF riservata agli interventi privati: 2,5 mq. ogni mq. di SC;
SP: almeno 35% all'interno di ciascuna unità di intervento;
Gli spazi per servizi pubblici e sociali indicati dalle planimetrie di P.R.G. all'interno del comparto sono da utilizzarsi e sistemarsi nei limiti definiti dalle presenti Norme per le zone corrispondenti alle sigle indicate all'interno del comparto e dalla planimetria "Sistema dei servizi e della mobilità".Tipi d'intervento ammessi:In sede di pianificazione attuativa, tali spazi possono subire variazioni di destinazione specifica, entro la casistica dei servizi pubblici e sociali, e piccole variazioni di conformazione, ferma restandone la quantità complessiva.
I parcheggi pubblici P1 sono in ogni caso da prevedersi in misura non inferiore a mq. 4 ogni 40 mq. di SC max, e andranno ubicati prevalentemente all'interno dell'area di concentrazione dell'edificazione, in opportuna vicinanza alle attività da servire. L’eventuale quota di parcheggi P1 non localizzata nelle planimetrie di P.R.G. potrà essere reperita anche riducendo in misura corrispondente le aree per altri servizi pubblici localizzate all’interno del comparto.
tutti.Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo.11. Comparto C2-11 (Santamonica)
Usi ammessi:Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:
potenzialità edificatoria complessiva: definita dall'applicazione di UT = 0,22 mq./mq. sull'intero comparto, e incrementabile nei limiti di seguito specificati relativamente agli spazi per servizi pubblici e sociali;Spazi per servizi pubblici e socialiSF riservata agli interventi privati: 2,5 mq. ogni mq. di SC.
SP: almeno 35% all'interno di ciascuna unità d'intervento;
Gli spazi per servizi pubblici e sociali indicati dalle planimetrie di P.R.G. all'interno del comparto sono da utilizzarsi e sistemarsi nei limiti definiti dalle presenti Norme per le zone corrispondenti alle sigle indicate all'interno del comparto e dalla planimetria "Sistema dei servizi e della mobilità".Tipi d'intervento ammessi:In sede di pianificazione attuativa, tali spazi possono subire variazioni di destinazione specifica, entro la casistica dei servizi pubblici e sociali, e piccole variazioni di conformazione, ferma restandone la quantità complessiva.
I parcheggi pubblici P1 sono in ogni caso da prevedersi in misura non inferiore a mq. 4 ogni 40 mq. di SC max, e andranno ubicati prevalentemente all'interno dell'area di concentrazione dell'edificazione, in opportuna vicinanza alle attività da servire. L’eventuale quota di parcheggi P1 non localizzata nelle planimetrie di P.R.G. potrà essere reperita anche riducendo in misura corrispondente le aree per altri servizi pubblici localizzate all’interno del comparto.
tutti.Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo.12. Comparto C2-12 (Santamonica)
Usi ammessi:
a1, a2, b5, f1.1, f2.2, f2.4.Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:
potenzialità edificatoria complessiva: definita dall'applicazione di UT = 0,05 mq/mq sull'intero comparto, e incrementabile nei limiti di seguito specificati relativamente agli spazi per servizi pubblici e sociali;Spazi per servizi pubblici e socialiSF riservata agli interventi privati: 2,5 mq. ogni mq. di SC;
SP: almeno 35% all'interno di ciascuna unità di intervento;
Gli spazi per servizi pubblici e sociali indicati dalle planimetrie di P.R.G. all'interno del comparto sono da utilizzarsi e sistemarsi nei limiti definiti dalle presenti Norme per le zone corrispondenti alle sigle indicate all'interno del comparto e dalla planimetria "Sistema dei servizi e della mobilità".Requisiti tipologici:In sede di pianificazione attuativa, tali spazi possono subire variazioni di destinazione specifica, entro la casistica dei servizi pubblici e sociali, e piccole variazioni di conformazione, ferma restandone la quantità complessiva.
I parcheggi pubblici P1 sono in ogni caso da prevedersi in misura non inferiore a mq. 4 ogni 40 mq. di SC max, e andranno ubicati prevalentemente all'interno dell'area di concentrazione dell'edificazione, in opportuna vicinanza alle attività da servire. L’eventuale quota di parcheggi P1 non localizzata nelle planimetrie di P.R.G. potrà essere reperita anche riducendo in misura corrispondente le aree per altri servizi pubblici localizzate all’interno del comparto.
Gli edifici dovranno essere di tipologia uni-bifamiliare, omogenea a quella del più diretto contesto edificato.Tipi d'intervento ammessi:
tutti.Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo.13. Comparti C2-14, C2-15 (Cella)
Usi ammessi:
a1, a2, b5, f1.1, f2.2, f2.4.Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:
potenzialità edificatoria complessiva: pari alla potenzialità edificatoria riservata agli interventi privati, di cui all'Art. 4.1.2, e incrementabile nei limiti di seguito specificati relativamente agli spazi per servizi pubblici e sociali;Spazi per servizi pubblici e socialiSF riservata agli interventi privati: 2,5 mq. ogni mq. di SC.
SP: almeno 35% all'interno di ciascuna unità d'intervento;
Gli spazi per servizi pubblici e sociali indicati dalle planimetrie di P.R.G. all'interno del comparto sono da utilizzarsi e sistemarsi nei limiti definiti dalle presenti Norme per le zone corrispondenti alle sigle indicate all'interno del comparto e dalla planimetria "Sistema dei servizi e della mobilità".Tipi d'intervento ammessi:In sede di pianificazione attuativa, tali spazi possono subire variazioni di destinazione specifica, entro la casistica dei servizi pubblici e sociali, e piccole variazioni di conformazione, ferma restandone la quantità complessiva.
I parcheggi pubblici P1 sono in ogni caso da prevedersi in misura non inferiore a mq. 4 ogni 40 mq. di SC max, e andranno ubicati prevalentemente all'interno dell'area di concentrazione dell'edificazione, in opportuna vicinanza alle attività da servire. L’eventuale quota di parcheggi P1 non localizzata nelle planimetrie di P.R.G. potrà essere reperita anche riducendo in misura corrispondente le aree per altri servizi pubblici localizzate all’interno del comparto.
tutti.Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo.14. Comparti C2-16,C2-17, C2-18, C2-19, C2-21 (Misano Monte)
Usi ammessi:
a1, a2, b5, f1.1, f2.2, f2.4.Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:
potenzialità edificatoria complessiva: pari alla potenzialità edificatoria riservata agli interventi privati, di cui all'Art. 4.1.2, e incrementabile nei limiti di seguito specificati relativamente agli spazi per servizi pubblici e sociali;Spazi per servizi pubblici e socialiSF riservata agli interventi privati: 2,5 mq. ogni mq. di SC.
SP: almeno 35% all'interno di ciascuna unità d'intervento;
Hmax = m. 7,5. Nelle aree con pendenza del piano naturale di campagna superiore al 5%: Hmax e Hfmax del fronte a valle, misurato all'intersezione col piano naturale di campagna, non superiore a m. 7,5.
Gli spazi per servizi pubblici e sociali indicati dalle planimetrie di P.R.G. all'interno del comparto sono da utilizzarsi e sistemarsi nei limiti definiti dalle presenti Norme per le zone corrispondenti alle sigle indicate all'interno del comparto e dalla planimetria "Sistema dei servizi e della mobilità".Tipi d'intervento ammessi:In sede di pianificazione attuativa, tali spazi possono subire variazioni di destinazione specifica, entro la casistica dei servizi pubblici e sociali, e piccole variazioni di conformazione, ferma restandone la quantità complessiva.
I parcheggi pubblici P1 sono in ogni caso da prevedersi in misura non inferiore a mq. 4 ogni 40 mq. di SC max, e andranno ubicati prevalentemente all'interno dell'area di concentrazione dell'edificazione, in opportuna vicinanza alle attività da servire. L’eventuale quota di parcheggi P1 non localizzata nelle planimetrie di P.R.G. potrà essere reperita anche riducendo in misura corrispondente le aree per altri servizi pubblici localizzate all’interno del comparto.
tutti.Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo.15. Comparto C2-22 (Scacciano)
Usi ammessi:
a1, a2, b5, f1.1, f2.2, f2.4.Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:
potenzialità edificatoria complessiva: pari alla potenzialità edificatoria riservata agli interventi privati, di cui all'Art. 4.1.2, e incrementabile nei limiti di seguito specificati relativamente agli spazi per servizi pubblici e sociali;Spazi per servizi pubblici e socialiSF riservata agli interventi privati: 2,5 mq. ogni mq. di SC.
SP: almeno 35% all'interno di ciascuna unità d'intervento;
Hmax = m. 7,5. Nelle aree con pendenza del piano naturale di campagna superiore al 5%: Hmax e Hfmax del fronte a valle, misurato all'intersezione col piano naturale di campagna, non superiore a m. 7,5.
Gli spazi per servizi pubblici e sociali indicati dalle planimetrie di P.R.G. all'interno del comparto sono da utilizzarsi e sistemarsi nei limiti definiti dalle presenti Norme per le zone corrispondenti alle sigle indicate all'interno del comparto e dalla planimetria "Sistema dei servizi e della mobilità".Tipi d'intervento ammessi:In sede di pianificazione attuativa, tali spazi possono subire variazioni di destinazione specifica, entro la casistica dei servizi pubblici e sociali, e piccole variazioni di conformazione, ferma restandone la quantità complessiva.
I parcheggi pubblici P1 sono in ogni caso da prevedersi in misura non inferiore a mq. 4 ogni 40 mq. di SC max, e andranno ubicati prevalentemente all'interno dell'area di concentrazione dell'edificazione, in opportuna vicinanza alle attività da servire. L’eventuale quota di parcheggi P1 non localizzata nelle planimetrie di P.R.G. potrà essere reperita anche riducendo in misura corrispondente le aree per altri servizi pubblici localizzate all’interno del comparto.
Requisiti ambientali e morfologici. Oltre all'osservanza delle specifiche disposizioni di cui all'Art. 2.1.6, dovrà essere assicurata la realizzazione di quinte arboree d'alto fusto lungo il perimetro del comparto e le altezze degli edifici non potranno superare quelle corrispondenti a 2 piani.
tutti.16. Comparto C2-23 (Scacciano)Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo.
Usi ammessi:
a1, a2, b5, f1.1, f2.2, f2.4.Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:
potenzialità edificatoria complessiva: definita dall'applicazione di UT = 0,25 mq/mq. all'intero comparto, e incrementabile della SC da demolirsi nella zona E adiacente ai fini della realizzazione della variante alla s.s. 16 e nei limiti di seguito specificati relativamente agli spazi per servizi pubblici e sociali;Spazi per servizi pubblici e socialiSP: almeno 35% all'interno di ciascuna unità d'intervento;
Hmax = m. 7,5. Nelle aree con pendenza del piano naturale di campagna superiore al 5%: Hmax e Hfmax del fronte a valle, misurato all'intersezione col piano naturale di campagna, non superiore a m. 7,5.
Gli spazi per servizi pubblici e sociali indicati dalle planimetrie di P.R.G. all'interno del comparto sono da utilizzarsi e sistemarsi nei limiti definiti dalle presenti Norme per le zone corrispondenti alle sigle indicate all'interno del comparto e dalla planimetria "Sistema dei servizi e della mobilità".Tipi d'intervento ammessi:In sede di pianificazione attuativa, tali spazi possono subire variazioni di destinazione specifica, entro la casistica dei servizi pubblici e sociali, e piccole variazioni di conformazione, ferma restandone la quantità complessiva.
I parcheggi pubblici P1 sono in ogni caso da prevedersi in misura non inferiore a mq. 4 ogni 40 mq. di SC max, e andranno ubicati prevalentemente all'interno dell'area di concentrazione dell'edificazione, in opportuna vicinanza alle attività da servire. L’eventuale quota di parcheggi P1 non localizzata nelle planimetrie di P.R.G. potrà essere reperita anche riducendo in misura corrispondente le aree per altri servizi pubblici localizzate all’interno del comparto.
Requisiti ambientali e morfologici. Oltre all'osservanza delle specifiche disposizioni di cui all'Art. 2.1.6, dovrà essere assicurata la realizzazione di quinte arboree d'alto fusto lungo il perimetro del comparto e le altezze degli edifici non potranno superare quelle corrispondenti a 2 piani.
tutti.Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo.17. Comparto C2-24 (Camilluccia)
Usi ammessi:
a1, a2, b5, f1.1, f2.2, f2.4.Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:
potenzialità edificatoria complessiva: pari a mq. 2.500 di SC, e incrementabile nei limiti di seguito specificati relativamente agli spazi per servizi pubblici e sociali;Spazi per servizi pubblici e socialiSP: almeno 35% all'interno di ciascuna unità di intervento;
SM = mq. 2.200.
Gli spazi per servizi pubblici e sociali indicati dalle planimetrie di P.R.G. all'interno del comparto sono da utilizzarsi e sistemarsi nei limiti definiti dalle presenti Norme per le zone corrispondenti alle sigle indicate all'interno del comparto e dalla planimetria "Sistema dei servizi e della mobilità".Requisiti tipologici e morfologici:In sede di pianificazione attuativa, tali spazi possono subire variazioni di destinazione specifica, entro la casistica dei servizi pubblici e sociali, e piccole variazioni di conformazione, ferma restandone la quantità complessiva.
I parcheggi pubblici P1 sono in ogni caso da prevedersi in misura non inferiore a mq. 4 ogni 40 mq. di SC max, e andranno ubicati prevalentemente all'interno dell'area di concentrazione dell'edificazione, in opportuna vicinanza alle attività da servire. L’eventuale quota di parcheggi P1 non localizzata nelle planimetrie di P.R.G. potrà essere reperita anche riducendo in misura corrispondente le aree per altri servizi pubblici localizzate all’interno del comparto.
Gli edifici dovranno essere di tipologia uni-bifamiliare, omogenea a quella del più diretto contesto edificato. Andranno altresì rispettate tutte le disposizioni relative a materiali, finiture e recinzioni, di cui al Piano Particolareggiato inerente alle attigue zone B2.Tipi d'intervento ammessi:
tutti.Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo.18. Comparto C2-25 (Casette)
Usi ammessi:
a1, a2, b5, f1.1, f2.2, f2.4.Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:
potenzialità edificatoria complessiva: pari alla potenzialità edificatoria riservata agli interventi privati, di cui all'Art. 4.1.2, e incrementabile nei limiti di seguito specificati relativamente agli spazi per servizi pubblici e sociali;Spazi per servizi pubblici e socialiSF riservata agli interventi privati: 2,5 mq. ogni mq. di SC;
SP: almeno 35% all'interno di ciascuna unità di intervento;
Gli spazi per servizi pubblici e sociali indicati dalle planimetrie di P.R.G. all'interno del comparto sono da utilizzarsi e sistemarsi nei limiti definiti dalle presenti Norme per le zone corrispondenti alle sigle indicate all'interno del comparto e dalla planimetria "Sistema dei servizi e della mobilità".Requisiti tipologici e morfologici:In sede di pianificazione attuativa, tali spazi possono subire variazioni di destinazione specifica, entro la casistica dei servizi pubblici e sociali, e piccole variazioni di conformazione, ferma restandone la quantità complessiva.
I parcheggi pubblici P1 sono in ogni caso da prevedersi in misura non inferiore a mq. 4 ogni 40 mq. di SC max, e andranno ubicati prevalentemente all'interno dell'area di concentrazione dell'edificazione, in opportuna vicinanza alle attività da servire. L’eventuale quota di parcheggi P1 non localizzata nelle planimetrie di P.R.G. potrà essere reperita anche riducendo in misura corrispondente le aree per altri servizi pubblici localizzate all’interno del comparto.
Gli edifici dovranno essere di tipologia uni-bifamiliare, omogenea a quella del più diretto contesto edificato. Andranno altresì rispettate tutte le disposizioni relative a materiali, finiture e recinzioni, di cui al Piano Particolareggiato inerente alle attigue zone B2.Tipi d'intervento ammessi:
tutti.Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo.
1. Le zone urbane di nuovo impianto produttive turistiche sono così suddivise:Art. 4.9.1 - Articolazione delle zone urbane di nuovo impianto produttive turistiche
1) T3 - Zona turistico-ricettiva alberghiera;1. La disciplina d'uso e d'intervento delle zone T3 è definita attraverso schede relative ai singoli comparti.2) T4 - Zona integrata per attività turistiche e servizi urbani;
3) T5 - Zona integrata per ricettività turistica a campeggio e attività ricreative.
2. Comparto T3-1 (Misano Mare)
Usi ammessi:
e1, b5, f1.1, f2.2, f2.4;Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:in misura non inferiore al 10% e non superiore al 15% della SCmax: b2.1, b2.7, b3.1, b4.1, b4.2, b4.4;
b4.3, limitatamente alla relativa capacità insediativa corrispondente all'edificio "Bobo" da trasferire dall'arenile;
usi ammessi in caso di trasferimento di SC dai settori T2/3, limitatamente alla SC trasferita e ai relativi incrementi previsti.
potenzialità edificatoria complessiva: pari alla potenzialità edificatoria riservata agli interventi privati, di cui all'Art. 4.1.2, e incrementabile:Spazi per servizi pubblici e socialidella SC trasferita dai settori destinati a zona F5, maggiorata del 10% nel caso dell’edificio "Bobo", e dai settori T2/3;
nei limiti di seguito specificati relativamente agli spazi per servizi pubblici e sociali;
la superficie investita dagli interventi edificatori non potrà comunque superare il 40% della superficie territoriale complessiva del comparto;
almeno il 60% della superficie territoriale del comparto deve essere destinata a standards o servizi di interesse pubblico;
la realizzazione di parcheggi nel sottosuolo nelle aree di cui al precedente alinea è ammessa a condizione che almeno il 50% degli stessi siano parcheggi pubblici.
Gli spazi per servizi pubblici e sociali indicati dalle planimetrie di P.R.G. all'interno del comparto sono da utilizzarsi e sistemarsi nei limiti definiti dalle presenti Norme per le zone corrispondenti alle sigle indicate all'interno del comparto e dalla planimetria "Sistema dei servizi e della mobilità". La relativa quantità complessiva può essere ridotta della quota necessaria al trasferimento, a parità di SF occupata, della SC corrispondente all'edificio "Bobo".Requisiti morfologiciIn sede di pianificazione attuativa, tali spazi possono subire piccole variazioni di conformazione.
Gli spazi edificati per usi non alberghieri andranno prioritariamente dislocati in corrispondenza del "fronte commerciale" indicato nelle planimetrie di P.R.G..Tipi d'intervento ammessi:La sistemazione generale del comparto dovrà assicurare adeguata valorizzazione di tale fronte commerciale, anche sotto il profilo della qualità e continuità degli spazi e percorsi pedonali e ciclabili e della qualità dell'immagine urbana.
tutti.Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo.3. Comparto T3-2 (Misano Mare)
Usi ammessi:
e1, b5, f1.1, f2.2, f2.4;Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:a1 e a2, per non più di 1000 mq. di SC, da collocarsi nell'area di concentrazione dell'edificazione più distante dal mare;
usi ammessi in caso di trasferimenti di SC dai settori T2/3, limitatamente alla SC trasferita e ai relativi incrementi previsti.
potenzialità edificatoria complessiva: pari alla potenzialità edificatoria riservata agli interventi privati, di cui all'Art. 4.1.2, e incrementabile:Spazi per servizi pubblici e socialidella SC trasferita dai settori T2/3;nei limiti di seguito specificati relativamente agli spazi per servizi pubblici e sociali.
Gli spazi per servizi pubblici e sociali indicati dalle planimetrie di P.R.G. all'interno del comparto sono da utilizzarsi e sistemarsi nei limiti definiti dalle presenti Norme per le zone corrispondenti alle sigle indicate all'interno del comparto e dalla planimetria "Sistema dei servizi e della mobilità".Tipi d'intervento ammessi:In sede di pianificazione attuativa, tali spazi possono subire variazioni di destinazione specifica, entro la casistica dei servizi pubblici e sociali, e piccole variazioni di conformazione. La relativa quantità complessiva può essere ridotta della quota necessaria al trasferimento, a parità di SF occupata, della capacità insediativa dai settori T2/3, fermo restando il soddisfacimento delle dotazioni previste al comma 8 dell'Art. 4.1.2..
I parcheggi pubblici P1 sono in ogni caso da prevedersi in misura non inferiore a mq. 4 ogni 40 mq. di SC max, e andranno ubicati prevalentemente all'interno dell'area di concentrazione dell'edificazione, in opportuna vicinanza alle attività da servire. L’eventuale quota di parcheggi P1 non localizzata nelle planimetrie di P.R.G. potrà essere reperita anche riducendo in misura corrispondente le aree per altri servizi pubblici localizzate all’interno del comparto.
tutti.Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo. L’attuazione delle previsioni relative al presente comparto è comunque subordinata e condizionata alla redazione del programma generale e all’approvazione del relativo Accordo di Programma di cui al 3° comma dell’art. 25 della Norme del P.T.C.P..
1. Usi ammessi:Art. 4.9.3 - T4/Zona integrata per attività turistiche e servizi urbani
in misura non inferiore al 30% e non superiore al 50% della SCmax: b1, b2.1, b2.7, b3.1, b4.1, b4.2, b4.3, con esclusione delle sale da ballo, b4.4;2. Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:in misura non superiore al 40%: e1;
in misura non superiore al 30%: a1;
usi ammessi in caso di trasferimento di SC dai settori T2/3, limitatamente alla SC trasferita e ai relativi incrementi previsti.
potenzialità edificatoria complessiva: UT = 0,22 mq/mq., interamente riservata agli interventi privati, di cui all'Art. 4.1.2, tranne che per la quota di cui al seguente comma 3, e incrementabile della SC trasferita dai settori T2/3;3. Spazi per servizi pubblici e sociali:la superficie investita dagli interventi edificatori non potrà comunque superare il 40% della superficie territoriale complessiva del comparto;
almeno il 60% della superficie territoriale del comparto deve essere destinata a standards o servizi di interesse pubblico;
la realizzazione di parcheggi nel sottosuolo nelle aree di cui al precedente alinea è ammessa a condizione che almeno il 50% degli stessi siano parcheggi pubblici.
Gli spazi per servizi pubblici e sociali indicati dalle planimetrie di P.R.G. all'interno del comparto sono da utilizzarsi e sistemarsi nei limiti definiti dalle presenti Norme per le zone corrispondenti alle sigle indicate all'interno del comparto e dalla planimetria "Sistema dei servizi e della mobilità".4. Requisiti morfologici e tipologiciIn sede di pianificazione attuativa, tali spazi possono subire piccole variazioni di conformazione, ferma restandone la quantità complessiva.
I parcheggi pubblici P1 sono in ogni caso da prevedersi in misura non inferiore al 40% della SCmax.
Oltre agli spazi di cui sopra dovrà essere gratuitamente ceduto all'Amministrazione Comunale uno spazio edificato a "sala polivalente" di almeno 1000 mq. di SC.
La sistemazione del comparto, nella sua componente principale, dovrà incentrarsi sulla valorizzazione degli spazi pedonali previsti nelle planimetrie di P.R.G., intesi nel loro insieme come luogo principale di convergenza generale per funzioni civiche, sociali, ricreative, di animazione.5. Tipi d'intervento ammessi:L'edificato dovrà correlarsi strettamente al sistema degli spazi pedonali, sia come ubicazione che per dislocazione degli spazi riservati alle attività a più forte o frequente concorso di pubblico, e dovrà più in generale concorrere alla definizione di una immagine urbana di alto profilo qualitativo ("Centro città").
Lo spazio a piazza pedonale dovrà in ogni caso essere prevalentemente delimitato con continuità da edifici con piano terra riservato ad attività commerciali e simili; esso peraltro potrà assumere conformazione in parte diversa da quella indicata nelle planimetrie di P.R.G., ferma restandone l'ubicazione prevalente lungo l'asse di Via Platani e la sua continuità e articolazione sia verso mare che verso monte.
tutti.6. Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo, con le finalità di cui all'Art. 1.6.1 nel caso venga insediato dell'uso b4.3.
1. Le zone urbane di nuovo impianto prevalentemente produttive non turistiche sono così suddivise:Art. 4.10.1 - Articolazione delle zone urbane di nuovo impianto prevalentemente produttive non turistiche
1) D5 - Zone urbane di nuovo impianto a carattere integrato per attività commerciali e ricreative;1. La disciplina d'uso e d'intervento è definita attraverso schede relative ai singoli comparti.2) D6 - Zone urbane di nuovo impianto prevalentemente manifatturiere e commerciali all’ingrosso;
3) D7 - Zone urbane di nuovo impianto per attività ricreative.
Art. 4.10.2 - D5/Zone urbane di nuovo impianto a carattere integrato per attività commerciali e ricreative
2. Comparto D5-1
Valgono tutte le disposizioni del vigente strumento urbanistico attuativo, potendosi altresì adeguare la potenzialità edificatoria complessiva e il parametro Hmax secondo le modalità previste per gli altri comparti D5, a far tempo dalla data di approvazione delle presenti Norme.
3. Soppresso
4. Soppresso
1. Usi ammessi:Art. 4.10.3 - D6/Zone urbane di nuovo impianto prevalentemente manifatturiere e commerciali all’ingrosso
c1, c2, b2.5, b3, b4.6, b5, f1.1, f1.2,f1.3, f2.2, f2.4, f3, f8;2. Indici e parametri d'intervento:b2.7, in forma strettamente accessoria agli altri usi;
uso a1 per la realizzazione di un alloggio di SC non superiore a mq. 120 per ogni azienda insediata, e comunque non superiore a tale limite ogni 500 mq. di SC utilizzata per altri usi ammessi.
UFmax = 0,6 mq./mq.;3. Spazi per servizi pubblici e sociali. Deve essere assicurata una dotazione di spazi per parcheggi pubblici e per verde pubblico non inferiore, rispettivamente, al 5% e al 10% della ST ad essi riservata.SP = almeno 20% all'interno di ciascuna unità d'intervento;
sono confermati tutti gli indici e parametri d'intervento previsti da strumenti attuativi vigenti, con possibilità di adeguamento ai valori di cui al presente comma.
4. Gli spazi per servizi pubblici e sociali indicati dalle planimetrie di P.R.G. all'interno del comparto sono da utilizzarsi e sistemarsi nei limiti definiti dalle presenti Norme per le zone corrispondenti alle sigle indicate all'interno del comparto e/o dalla planimetria "Sistema dei servizi e della mobilità". In sede di pianificazione attuativa, tali spazi possono subire variazioni di destinazione, entro la casistica riferita ai servizi pubblici e sociali, e di conformazione, ferma restandone la quantità complessiva.
5. Requisiti morfologici. I parcheggi privati andranno prevalentemente collocati all'esterno delle recinzioni dei lotti. I parcheggi pubblici P1 da prevedersi andranno ubicati in opportuna vicinanza alle attività da servire.
6. Tipi d'intervento ammessi:
tutti.7. Modalità di attuazione degli interventi:
strumento urbanistico attuativo, relativo a un intero comparto individuato con numero progressivo nelle planimetrie di P.R.G..
1. La disciplina d'uso e d'intervento delle zone D7 è definita attraverso schede relative ai singoli comparti.Art. 4.10.4 - D7/Zone urbane di nuovo impianto per attività ricreative
2. Soppresso
3. Comparto D7-3
Usi ammessi:
b2.7, b4.2, b4.3, b4.4, b5, f1.1, f2.2, f2.4.Spazi per servizi pubblici e socialiPotenzialità edificatoria e parametri d'intervento:
potenzialità edificatoria complessiva: pari alla potenzialità edificatoria riservata agli interventi privati, di cui all'Art. 4.1.2, e incrementabile nei limiti di seguito specificati relativamente agli spazi per servizi pubblici e sociali;
SF riservata agli interventi privati: 2 mq. ogni mq. di SC. Tale SF può essere incrementata a scapito della SC realizzabile, secondo il rapporto di conversione 1 mq. di SC = 6,6 mq. di SF.
SP: almeno 50% all'interno di ciascuna unità d'intervento;
Gli spazi per servizi pubblici e sociali indicati dalle planimetrie di P.R.G. all'interno del comparto sono da utilizzarsi e sistemarsi nei limiti definiti dalle presenti Norme per le zone corrispondenti alle sigle indicate all'interno del comparto e dalla planimetria "Sistema dei servizi e della mobilità".Tipi d'interventi ammessi:In sede di pianificazione attuativa, tali spazi possono subire variazioni di destinazione specifica, entro la casistica dei servizi pubblici e sociali, e piccole variazioni di conformazione, ferma restandone la quantità complessiva.
I parcheggi pubblici P1 sono in ogni caso da prevedersi in misura non inferiore al 40% della SCmax.
tutti.Potenzialità edificatoria e parametri d'intervento:
strumento urbanistico attuativo, con le finalità di cui all'Art. 1.6.1 nel caso venga insediato l'uso b4.3.
Capo 4.11 - Zone urbane di nuovo impianto per servizi pubblici e sociali di base
Art. 4.11.1 - Articolazione e regime di utilizzazione delle zone urbane di nuovi impianto per servizi pubblici e sociali di base
1. Le zone urbane di nuovo impianto per servizi pubblici e sociali di base sono così suddivise:
1) G6 - Zone urbane di nuovo impianto per verde pubblico;2. Con l'approvazione degli strumenti attuativi la destinazione di zona può essere modificata, restando comunque all'interno della casistica di cui al presente articolo, o verso la destinazione a parcheggi pubblici di cui al Capo 3.3, senza che ciò costituisca Variante al P.R.G., fermo restando il rispetto di specifiche disposizioni dettate dalle presenti Norme per particolari aree e delle disposizioni del P.T.C.P., ove le aree ne risultino interessate, nonchè il rispetto degli standard complessivi di livello comunale stabiliti per le varie tipologie di servizio di base dalla legislazione in materia.2) G7 - Zone urbane di nuovo impianto per verde pubblico e verde pubblico attrezzato;
3) G8 - Zone urbane di nuovo impianto per attrezzature scolastiche di base;
4) G9 - Zone urbane di nuovo impianto per attrezzature di interesse comune di tipo civile.
3. Restano altresì confermate le possibilità di diversa distribuzione territoriale delle zone di cui al presente articolo secondo le previsioni degli strumenti urbanistici attuativi vigenti "Belvedere" e "Santamonica", per il tempo di validità dei medesimi strumenti.
4. Le aree di cui al presente articolo vanno acquisite al patrimonio degli enti pubblici di riferimento; in attesa di tale acquisizione, le aree possono essere utilizzate per usi vari, da definirsi mediante apposita convenzione con l'Amministrazione Comunale, purchè non comportanti l'edificazione delle aree medesime, fatte comune salve le previsioni di convenzioni vigenti.
1. Valgono tutte le disposizioni di cui all'Art. 4.7.2..Art. 4.11.2 - G6/Zone urbane di nuovo impianto per verde pubblico
2. Nelle zone G6 interessate da strumento urbanistico attuativo vigente valgono, in luogo delle disposizioni di cui sopra, tutte le disposizioni di cui a tale strumento attuativo, per la durata del medesimo.
1. Valgono tutte le disposizioni di cui all'Art. 4.7.3, fermo restanto che nelle aree ricomprese entro gli ambiti di tutela di cui al precedente Art. 2.1.1 i valori esistenti dei parametri V, SC, SQ non potranno essere incrementati, se non per trasferimenti dalla zona F5 e dai settori T2/3, nonché da zone G6 o altre aree G7 più prossime all'arenile e parimenti ricomprese entro i richiamati ambiti di tutela, nel rispetto degli usi ammessi al medesimo Art. 4.7.3..Art. 4.11.3 - G7/Zone urbane di nuovo impianto per verde pubblico e verde attrezzato
1. Valgono tutte le disposizioni di cui all'Art. 4.7.4..
1. Valgono tutte le disposizioni di cui all'Art. 4.7.5..